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Abruzzo: Postilli Riccio, ultima spiaggia

Le Associazioni ambientaliste dell’Abruzzo, fra le quali Pro Natura Abruzzo, unitamente ad altre organizzazioni, sindacati e partiti, hanno preso posizione contro la costruzione di una strada in progetto nella costa teatina nel tratto Postilli-Riccio (fra Francavilla al Mare e Ortona) e hanno costituito un Coordinamento.

L’Abruzzo regione verde d’Europa, importantissimo scrigno di biodiversità, si vede, giorno dopo giorno, scippare i suoi tesori nel nome di uno sviluppo che è l’antitesi di un programma serio, ragionato, illuminato.

Anche per questo è nato il Coordinamento per la tutela della Costa Teatina, fatto di associazioni che esprimono grandi storie, competenze e serietà, che si andrà a compattare con altri coordinamenti che operano lungo la costa abruzzese per la difesa del tratto di costa Postilli Riccio in comune di Ortona; inoltre si sono unite altre associazioni da Montesilvano ad Ortona, anch’esse ricche di passione sociale; non ultimi anche quei partiti per i quali le tematiche ambientali sono anche un grande volano di sviluppo.

Il 13 febbraio una commissione di esperti esterni ha iniziato l’iter per assegnare l’appalto per la costruzione del primo tratto di strada (Postilli - Stazione di Tollo). Valore complessivo: 6 milioni di euro.

Le motivazioni dell’opera:

Inoltre il Coordinamento per la tutela della Costa Teatina ritiene che nessuna ditta appaltatrice garantirebbe l’integrità futura di quel tracciato viario: l’erosione delle coste Abruzzesi é nota a tutti, i costi di manutenzione ricadrebbero sui cittadini come una beffa tra le beffe, in un momento di grandi ristrettezze economiche.

Si progetta una strada che attraversa una spiaggia amata da tantissimi abruzzesi non solo per quello che è, ma per una memoria che non si vuole perdere e che, anzi, si dovrebbe valorizzare. Un luogo che le amministrazioni locali, provinciali e regionali dovrebbero potenziare con un piano di riqualificazione ambientale a partire dal risanamento dei corsi d’acqua che lo attraversano, conristrutturazioni delle strade già esistenti e dei servizi (rete fognaria ecc), facendo capire con delle politiche adeguate a quei pochi che ci abitano, o che hanno dei piccoli appezzamenti attrezzati per lo svago o per la coltivazione degli ortaggi, l’importanza di non deturparlo o inquinarlo ulteriormente, perché il vantaggio sarà tutto loro, degli abruzzesi, degli italiani, delle generazioni future.

Traffico congestionato in quel tratto di SS16 - (sono veramente pochini ad avere quella sensazione, e poi secondo quali parametri?)

Incentivo per un turismo di massa, (l’Abruzzo ne perde quote ogni anno, non sarà di certo una strada a fargli cambiare rotta, anzi farà di certo fuggire quel turismo in crescita che ricerca luoghi tipicizzati).

Rendere più vivibile quella frazione. Con una strada che parte da nord tagliando a metà la spiaggia tra il tracciato ferroviario e la battigia, dove non c’è neanche una casa? Ci viene da pensare a futuri pruriti immobiliaristici, come se il modello di sviluppo di Francavilla dovesse perpetuarsi proprio sull’ultimo pezzo di paesaggio dunale costiero sopravvissuto alle speculazioni di questi ultimi anni.

Risaie allagate per gli aironi

Nel comune di Zeme Lomellina (Pavia) il botanico naturalista professor Francesco Corbetta e l’associazione "Amici della Palude Loja", aderente alla Federazione nazionale Pro Natura, hanno promosso per il secondo anno consecutivo un’iniziativa per consentire ai tanti uccelli che non emigrano di reperire cibo per la sopravvivenza nel corso dell’inverno, durante il quale trovano molte difficoltà a causa delle basse temperature e dell’asciutta dei canali. L’invito è stato accolto con entusiasmo dall’agricoltore Pietro Braggio, che dopo il taglio del riso ha allagato nuovamente una risaia in zona cascina Zanaglia, anche grazie alla disponibilità del Consorzio Est Sesia che ha concesso gratuitamente l’acqua necessaria. Nella risaia è stato poi immesso un gran numero di pesci, pescati durante l’anno e conservati allo scopo.

Nonostante la rigidità del clima invernale che per un certo periodo ha ghiacciato l’acqua della risaia, durante il mese di novembre e fino all’inizio di dicembre è stata notata la presenza di diversi esemplari di airone bianco maggiore, di airone cinerino e di garzette della Lomellina, che hanno utilizzato la risaia allagata come area di pascolo. Visti gli ottimi risultati si auspica che il progetto sia ripetuto anche nei prossimi anni con l’impegno di altri comuni sensibili alla protezione della natura.