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Referendum: grazie a tutti

 

Vorremmo esprimere la più sentita soddisfazione per l’esito dei referendum che ha visto una straordinaria partecipazione di persone come non se ne vedeva da anni.

Nei prossimi giorni il voto verrà analizzato, sezionato, interpretato in vario modo da politici, politologi, sociologi e statistici ecc.; ciascuno fornirà una propria interpretazione, ma ciò che senza ricorrere ad analisi di esperti appare evidente è la straordinaria mobilitazione di giovani e meno giovani che sono andati oltre gli steccati politici, culturali, spesso anche partitici, si sono mobilitati e hanno portato a compimento una impresa che appena poche settimane fa sembrava impossibile, semplicemente un sogno.

Lo hanno fatto in modo appassionato, disinteressato con capacità e sobrietà dissociandosi nei fatti da un modo di argomentare gridato, esasperato ed eccessivo. Oltre all’esito del voto è stato un grande insegnamento di civiltà che rincuora.

A queste persone, che hanno saputo mobilitarsi utilizzando strumenti di informazione e di divulgazione dai più tradizionali, come il volantinaggio nei luoghi pubblici o il contatto porta a porta e al passaparola, fino all’uso di social network, va un grande ringraziamento.

Vorremmo che questa straordinaria voglia di riprendersi in mano le sorti di questo paese, immettendo al suo interno nuove energie, nuovi modi di comunicare e nuove idee possa conservare la propria autonomia e proprie gambe per poterle portare avanti ed esprimere.

Nei prossimi tempi la questione energetica sarà cruciale e dovremmo cercare di richiedere a gran voce un vero piano energetico nazionale in grado non solo di individuare nuove fonti energetiche incentivando la ricerca ma ponendo al centro un serio piano di risparmio energetico.

Rivolgersi alle energie rinnovabili, pur essendo la sola scelta possibile e razionale, non sarà certo priva di insidie e di contraddizioni. Riuscire a coniugare massima attenzione all’ambiente, al paesaggio e approvvigionamento energetico sarà la severa sfida presente già da subito e nei prossimi tempi.

A tutti i comitati che in modo del tutto autonomo e spontanei si sono costituiti, a tutte le Associazioni e ai singoli cittadini che si sono impegnati va il nostro ringraziamento per lo straordinario lavoro fatto e l’impresa che sono riusciti a compiere. Grazie di nuovo.

La Federazione Pro Natura scrive al Ministro dell’Ambiente e alla Provincia autonoma di Trento per chiedere la sostituzione dell’orsa DJ3 e un piano strategico per la conservazione della più importante popolazione alpina di plantigradi

 

In attesa di capire nel dettaglio le ragioni che hanno portato ad assumere la drastica decisione di catturare definitivamente l’orsa DJ3 e rinchiuderla nel recinto nell’area faunistica del Casteller, a sud di Trento, la Federazione nazionale Pro Natura esprime serie preoccupazioni per la conservazione a medio-lungo termine della neopopolazione di Orso bruno Ursus arctos nelle Alpi centrali.

Il quadro attuale lascia purtroppo supporre nel medio periodo il verificarsi di dinamiche simili a quelle che hanno condotto all’estinzione la popolazione autoctona nel secolo scorso: l’esiguo numero (10) di fondatori rilasciati nel corso del progetto LIFE URSUS, infatti, sommato al fatto che le femmine hanno dimostrato una modestissima mobilità e che anche in prossimità del confine sloveno emerge una maggiore presenza di giovani maschi in dispersione e che dunque non possiamo ragionevolmente aspettarci l’arrivo spontaneo di una nuova femmina di Orso bruno dalla popolazione presente nelle Alpi orientali, fanno della neopopolazione trentina una popolazione isolata con altissimo rischio di depressione da inbreeding.

Per queste ragioni, la Federazione nazionale Pro Natura - attraverso il suo Presidente Mauro Furlani - chiede che la femmina adulta di Orso bruno DJ3 venga al più presto sostituita mediante il rilascio in natura di un nuovo soggetto.

Tale azione non potrà certamente essere sufficiente a garantire la tutela della specie sulle Alpi; la Federazione chiede perciò che vengano avviate tutte le azioni di informazione, di sensibilizzazione, di formazione e di supporto organizzativo e tecnico propedeutiche all’avvio di un nuovo programma di rilasci nel Trentino orientale e/o nel Veneto nord-occidentale, con l’obiettivo di costituire una neopopolazione che faccia da ponte tra quella sostanzialmente isolata attualmente insediata nel Trentino occidentale e quella insediata nelle Alpi orientali (Friuli, Austria, Slovenia).

Il Presidente Furlani evidenzia che “il consolidamento della neopopolazione consentirebbe di ottenere due risultati strategici per la conservazione della specie sulle Alpi: in primo luogo consentirebbe di capitalizzare i contributi spontanei derivanti dalla dispersione naturale di soggetti dalla popolazione delle Alpi orientali e dal Trentino occidentale e di dare vita ad un nuovo nucleo ”sorgente”, rendendo possibile la costituzione di una metapopolazione alpina di plantigradi.

Dall’altro relativizzerebbe quanto accade nel Trentino occidentale, dove oggi – a causa del sostanziale isolamento della più importante popolazione di Orso bruno delle Alpi – ogni intervento di gestione della popolazione rischia di avere un impatto che va oltre la dimensione locale, rischiando di impattare concretamente addirittura sul futuro della specie sulle Alpi”.

Infine, la Federazione Pro Natura chiede che venga avviato un programma strategico per il ripristino ed il mantenimento di corridoi ecologici idonei al superamento della Valle dell’Adige, principale barriera alla connessione tra le popolazioni isolate.

La Provincia Autonoma di Trento e il Parco Adamello Brenta hanno costruito negli anni una delle più importanti e positive esperienze di conservazione della specie sulle Alpi mediante il programma di reintroduzione e gestione in Trentino. Ora serve una nuova fase che metta al sicuro la neopopolazione e in definitiva la specie sulle più alte montagne d’Europa.

Pro Natura Abruzzo: una convenzione per la gestione tecnico-scientifica della Riserva Naturale “Bosco di Don Venanzio”

L’Organizzazione Regionale Pro Natura Abruzzo ed il Comune Di Pollutri (CH) hanno sottoscritto una Convenzione per la Collaborazione Tecnico-Scientifica nella gestione della Riserva Naturale Regionale Guidata “Bosco di Don Venanzio”, istituita con L.R. N° 128 del 29/11/1999.

L’Organizzazione Regionale Pro Natura Abruzzo, aderente alla Federazione Nazionale Pro Natura, opera da molti anni nel territorio abruzzese con Associazioni storiche – “Il Nibbio” di Scontrone (AQ), il “Sole Italico” di Popoli (PE), “Pro Natura Aterno” di Vittorito (AQ), “A Piedi nel Parco” di Calascio (AQ), “Pro Natura Laga” di Teramo, Pro Natura L’Aquila, ecc. - che hanno svolto e svolgono importanti “battaglie” ambientaliste per la tutela della natura e delle sue risorse.

In particolare la Convenzione con il Comune di Pollutri per la gestione tecnico-scientifica della Riserva darà la possibilità di sperimentare anche sul territorio abruzzese il modello denominato “Laboratorio di Ecologia all’aperto”, incentrato sugli aspetti didattici della conservazione della biodiversità di biotopi in forte rarefazione su tutto il territorio nazionale, e già adottato in altre Riserve di proprietà e/o gestite direttamente dalla Federazione Nazionale Pro Natura e dalla sue Federate.

Nel frattempo Pro Natura Abruzzo sta promuovendo, in accordo con il Comune, la proposta di designazione del territorio della Riserva, presso il settore Ambiente e Territorio della Regione Abruzzo, a Sito di Importanza Comunitaria (Direttiva 92/43/CEE), al fine di meglio tutelare gli habitat e le specie ormai rari  presenti nel piccolo lembo di foresta planiziale. Questa proposta avanza di pari passo con lo studio della flora di tutta l’area della Riserva, che fornirà sicuri elementi per una migliore comprensione delle metodologie da adottare per conservazione di questo piccolo “scrigno” di biodiversità di appena 10 ha.

Spiagge e territorio in svendita

La Federazione nazionale Pro Natura teme che il decreto appena approvato dal Governo relativo alla concessione a privati di aree demaniali per ben 90 anni, insieme al silenzio assenso sul permesso di costruire, possa dare un colpo durissimo a quanto rimane del nostro paesaggio e degli ambienti naturali in un Paese come il nostro, martoriato da illeciti edilizi e sfruttamento selvaggio dei beni pubblici.

Con questi provvedimenti il Governo persegue la logica perversa di sfruttare ora e subito quanto ancora abbiamo di pregevole, senza alcuna attenzione al futuro di questo Paese. La concessione per 90 anni a privati di settori naturali demaniali come le spiagge, significherà che in esse si potranno effettuare investimenti edilizi e alterazioni a carattere permanente. Se a questo provvedimento aggiungiamo gli sgravi fiscali per la costruzione di distretti turistici alberghieri si comprende tutta la logica devastante di quanto appena approvato dal Governo.

La Federazione nazionale Pro Natura ricorda che la stessa Unione Europea nella persona di Chantal Hughes, portavoce del commissario al Mercato interno Michel Barnier, esprime in una nota forte preoccupazione su tale decreto governativo chiedendosi se dopo un periodo tanto lungo di diritto di superficie sulle spiagge, non divenga automatica la piena proprietà, espropriando la collettività di un proprio patrimonio.

Altrettanto devastante dal punto di vista ambientale sarà il silenzio assenso sulle domande di rilascio del permesso di costruire; dopo i condoni concessi in questi anni, che altro avrebbero potuto richiedere di più coloro che hanno agito illecitamente a spese del territorio e che potranno continuare a farlo, questa volta nella piena legalità?

Pertanto la Federazione nazionale Pro Natura si augura che quanto varato dal Governo trovi una forte opposizione nel Parlamento, nell’Unione Europea e soprattutto trovi nella società civile uno scatto di orgoglio che possa affermare un no secco al baratto del territorio e del futuro di questo Paese nel nome di un liberismo individualista e senza regole.

Un portale sulla Valle del Metauro

Il portale http://www.lavalledelmetauro.org, allestito e aggiornato continuamente dalla Associazione naturalistica Argonauta di Fano, aderente alla Federazione nazionale Pro Natura, costituisce ormai per tutti coloro che si occupano di naturalismo, pianificazione territoriale, ricerche storiche, ecc. un utile, e in alcuni casi indispensabile, strumento di lavoro.

Si tratta di un portale aperto, continuamente aggiornato e aggiornabile con il contributo di specialisti dei diversi settori di cui si occupa. Il sito raccoglie tutte le informazioni pubblicate o direttamente acquisite dai collaboratori del sito stesso di tutta l’area che rientra nel bacino del fiume Metauro nelle Marche. Ritenendo che il portale possa essere una base operativa utile anche per tutte le altre realtà che lo volessero attuare, l’Associazione Naturalistica Argonauta mette a disposizione di chi vorrà le competenze acquisite in anni di lavoro.

 

Per informazioni si può contattare l'Associazione Argonauta all'indirizzo e-mail: archilei@mobilia.it

 

La Federazione Pro Natura accreditata al Parlamento Europeo

La Federazione Pro Natura è stata inclusa anche per il 2011 tra i gruppi di interesse accreditati presso il Parlamento Europeo a Bruxelles e a Strasburgo. Fanno parte dei gruppi di interesse, tra gli altri, le principali associazioni ambientaliste europee (oltre alla Federazione, il WWF, Legambiente, Greenpeace, Amici della Terra). I soggetti accreditati possono accedere ai lavori e alle commissioni, prendere contatto con i parlamentari europei e consultare tutta la documentazione del Parlamento, azioni particolarmente importanti visto il ruolo legislativo e decisionale assunto recentemente dal Parlamento Europeo. Il rappresentante delegato della Federazione è il segretario generale Corrado Maria Daclon, ed eventuali informazioni e richieste in merito da parte delle federate possono essere inoltrate alla segreteria.

Online gli atti del seminario

Pubblichiamo in allegato gli atti del seminario "Carta della Terra - Biodiversità: tra etica, religione e scienza", organizzato dalla Federazione nazionale Pro Natura e tenutosi sabato 10 aprile 2010 a Fano (PU) presso l'Eremo di Monte Giove.

 

 

Nota: il file è un pdf di circa 4Mb e potrebbe richiedere qualche minuto affinché venga scaricato o visualizzato.

Giambattista Miliani, un pioniere dell’ambientalismo

E’ stata recentemente pubblicata, a cura di Bruno Bravetti, una biografia di Giambattista Miliani, che fu imprenditore nel settore cartario, uomo politico, alpinista, speleologo e ambientalista, come presidente dal 1906 della Pro Montibus et Silvis, che può essere considerata l’antesignana della Federazione nazionale Pro Natura.

Il prof. Franco Pedrotti, docente del Dipartimento di Botanica e Ecologia dell’Università di Camerino, in un convegno dedicato alle radici dell’ambientalismo tenutosi nel 1999 disse: “…se si prende in considerazione la storia dell’ambientalismo in Italia dalle origini (1888 circa) al 1970, anno mondiale per la protezione della natura voluto dall’ONU, risulta che i grandi pionieri sono: Giambattista Miliani, Luigi Parpagliolo, Renato Pampanini e pochi altri”.

 

Bruno Bravetti, Giambattista Miliani. Affinità Elettive, Ancona, 2010. Pag. 152, euro 16.

 

Preoccupazione per le trivellazioni nello Stretto di Sicilia

Riportiamo la sintesi di un documento inviato dalla Federazione nazionale Pro Natura al Presidente dell'IUCN (International Union for Conservation of Nature, Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) a proposito delle numerose trivellazioni nell'area del Canale di Sicilia.

 

Le numerose trivellazioni nello Stretto di Sicilia contribuiscono a  rendere quest’area estremamente fragile elevando i rischi ambientali che potrebbero derivare da possibili incidenti, come purtroppo avvenuti nel Golfo del Messico.

Questo tratto di mare, inoltre, è soggetto ad elevato rischio sismico, fattore che aumenta ulteriormente la sua fragilità e i pericoli a cui l’intera area potrebbe andare incontro.

A rendere ancora più preoccupante una ipotesi di questo genere è che un eventuale incidente, anche di dimensioni minori, avrebbe effetti devastanti per l’intero ecosistema di quella parte di Mediterraneo con un effetto domino in gran parte di esso.

Lo Stretto di Sicilia é oggi unanimemente considerato il principale hotspot della biodiversità mediterranea. (...)

Numerosi organismi internazionali hanno riconosciuto l’importanza di questo tratto di Mediterraneo con numerosi trattati e strumenti internazionali: Countdown 2010, Convention on Biological Diversity, Mediterranean Action Plan, Convenzione di Barcellona, Direttiva Habitat, ACCOBAMS, Convenzione di Bonn, ecc.

Dalle condizioni dello Stretto di Sicilia dipende l’equilibrio di tutto il Mediterraneo; per questo motivo l’UNEP, organizzazione delle Nazioni Unite per la protezione dell’ambiente, in un meeting svoltosi ad Istanbul in Giugno, promosso dal MAP (Mediterranean Plan Action) ha indicato lo Stretto di Sicilia  come Zona di Protezione ai sensi della Convenzione di Barcellona, specificandone con apposite mappe anche i siti e i limiti delle aree dello Stretto su cui va prevista la tutela ambientale. Sia l’Italia che la Tunisia hanno firmato la Convenzione di Barcellona già dal lontano 1979, riconoscendo l’elevato valore ambientale in cui ricadono molte delle aree proposte a protezione.

A fronte di questo impegno internazionale assunto dai due Paesi, purtroppo, l’area non ha trovato fino ad oggi un livello di protezione tale da allontanare la possibilità di degrado e di pericolo. Al  contrario, numerose società di trivellazioni esplorative per la ricerca di idrocarburi si stanno affollando proprio nello Stretto, pronte ad uno sfruttamento intensivo delle risorse qualora le esplorazioni diano un risultato favorevole. (...)

Durante un incontro tenutosi ad Istanbul nel mese di Giugno 2010 gli esperti scientifici dell’UNEP e i diversi rappresentanti del Piano d’Azione Mediterraneo (MAP) hanno individuato nel Mar Mediterraneo 12 aree ritenute di elevato interesse per il mantenimento della biodiversità mediterranea, tra queste anche la piattaforma continentale Tunisina  e più specificatamente il Canale di Sicilia settentrionale, incluso il banco Avventura e i banchi limitrofi, ed il Canale di Sicilia meridionale.

Diversi paesi che vedono tratti di mare interessati da questo riconoscimento hanno avviato procedure per tradurre in normative concrete questo riconoscimento di importanza ambientale  e rendere efficace il livello di protezione. Tra questi Francia e Spagna hanno espresso la disponibilità a collaborare per la  tutela del Golfo del Leone oltre che proporre per quest’area una dichiarazione di SPAM (Area Protetta Speciale di Interesse Mediterraneo) un analogo marino alle aree continentali della Rete natura 2000; la Slovenia ha invitato i paesi che si affacciano all’Adriatico per varare misure coordinate ed unitarie allo scopo di definire una SPAM in questa regione.

I rappresentanti dei diversi paesi hanno incaricato la  Segreteria della Convenzione di Barcellona a contattare le autorità competenti di ciascun Stato, al cui interno ricadono le aree ad elevato valore naturalistico, in modo da avviare l’iter per l’istituzione di Aree Protette di Interesse Mediterraneo (SPAM).

Sulla base dei protocolli internazionali, delle raccomandazioni delle autorità scientifiche e della crescente richiesta da parte delle popolazioni che insistono in questo tratto di mare, la Federazione nazionale Pro Natura fa richiesta in modo forte di avviare tutte le procedure nazionali e internazionali affinché l’intero tratto di mare possa trovare una efficace protezione, riconoscendone l’elevato valore naturalistico ed economico, sottraendolo ai pericoli a cui un eventuale sfruttamento petrolifero inevitabilmente lo condurrebbe.