NEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN PARADISO
IL PRIMO PROGETTO DI RACCOLTA E RICICLO DI BATTERIE E PILE

 

Un accordo di programma per agire concretamente a difesa dell’habitat del Parco

Un progetto di grande rilevanza simbolica per la protezione dell’ambiente naturale, ma soprattutto un’azione concreta di tutela e prevenzione nella più antica area naturale protetta d’Italia dalla contaminazione dai rifiuti pericolosi costituiti dalle pile e batterie. Il contenuto di metalli pesanti , infatti, costituisce un potenziale grave rischio per ambiente e salute dei cittadini. Cobat – il Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste, nato 20 anni fa per la raccolta e riciclo delle batterie al piombo esauste utilizzate su auto, barche, mezzi agricoli ed ambito industriale – e la Federazione Nazionale Pro Natura, la prima associazione ambientalista italiana, che quest’anno celebra i 60 anni dalla sua nascita, hanno messo in piedi questa azione di tutela proprio nell’anno delle rispettive celebrazioni per sottolineare il loro scopo di tutela ambientale.

Lo strumento scelto per la realizzazione del progetto è l’accordo di programma firmato dai due soggetti promotori (Giancarlo Morandi, Presidente del Cobat e Corrado Maria Daclon, Segretario Generale Pro Natura), insieme all’Ente Parco Gran Paradiso (Giovani Picco, Presidente), gestore dell’area protetta, e dalla Comunità del Parco del Gran Paradiso (Osvaldo Naudin, Presidente della Comunità) nel Castello di Sarre (Valle d’Aosta), lo stesso luogo dove nel 1948 nacque formalmente Pro Natura.

Scarica qui il testo integrale dell'accordo

Obiettivi del progetto
Il progetto è finalizzato alla raccolta ed invio a riciclo in particolare di tutto il variegato panorama di pile e batterie non piombo di larghissimo uso nella vita quotidiana che, alla fine del loro ciclo di vita, costituiscono un rifiuto pericoloso per il loro contenuto di metalli pesanti, in particolare cadmio, cromo e zinco, che, d’altra parte, possono rappresentare, se correttamente recuperate, preziosa nuova materia prima riciclata. Tale rischio appare tanto più grave e pericoloso in un ambiente naturale dal delicato equilibrio come quello delle aree protette, in cui la sempre maggiore pressione turistica impone il ricorso a misure precise contro la contaminazione da rifiuti e rifiuti pericolosi in particolare. Il progetto che parte nel Parco del Gran Paradiso permetterà di raccogliere dati ed informazioni importanti per la definizione di un modello di gestione ripetibile efficacemente anche alle altre aree naturali protette del territorio nazionale.
Le fasi di attuazione
In un arco di tempo di 12 mesi, il progetto prevede la realizzazione di una rete capillare di punti di raccolta nei 13 comuni che ricadono in tutto o in parte nell’area del Parco (Aymavilles, Cogne, Introd, Rhêmes-Notre-Dame, Rhêmes-Saint-Georges, Villeneuve e Valsavarenche nella Regione Valle d’Aosta; Ceresole Reale, Locana, Noasca, Ribordone, Ronco Canavese e Valprato Soana nella Provincia di Torino). Sono 100 i contenitori che saranno gratuitamente posizionati da Cobat in corrispondenza degli ecocentri comunali di raccolta dei rifiuti urbani e dei punti vendita al dettaglio di pile e batterie. Lo svuotamento dei contenitori e la prima raccolta dei rifiuti sarà effettuata dalle società che sul territorio già si occupano della gestione dei rifiuti nei comuni interessati. Gratuitamente a cura del Cobat il materiale raccolto sarà quindi inviato ad un impianto di selezione e al successivo riciclo o smaltimento.
L’importanza della comunicazione ai cittadini
Attenzione e risorse particolari saranno concentrate anche nella comunicazione ed informazione ai cittadini sull’importanza e articolazione della nuova iniziativa, per garantire all’operazione la piena collaborazione della popolazione locale e dei visitatori, parte fondamentale per la riuscita di questa operazione di tutela. Cobat insieme alla Federazione Pro Natura promuoveranno diverse attività di comunicazione sul territorio, dalla diffusione di materiale informativo ad iniziative di sensibilizzazione ambientale anche attraverso la realizzazione di un documentario sulla realtà dell’area protetta del Parco. Inoltre sui siti internet cobat.it e pro-natura.it sarà possibile il dettaglio del progetto ed individuare il centro di raccolta.
Una nuova urgente sfida per la politica ambientale nazionale
Lo stabilisce la Direttiva Europea 2006/66/CE: entro il 2009 dovrà essere operativo in tutti gli Stati membri un sistema nazionale di raccolta differenziata e riciclo di tutti i tipi di batterie. Solo per quanto riguarda le batterie al piombo esauste - il nostro Paese è all’avanguardia a livello internazionale: Il Cobat, infatti, da 20 anni assicura la raccolta ed invio a riciclo di ormai il 100% di tutte le batterie al piombo esauste su tutto il territorio nazionale. Un sistema che faccia altrettanto per multiforme gamma di pile a bottone, alcaline, al litio, Nichel-Cadmio e Zinco-Carbone usate su innumerevoli oggetti di uso quotidiano allo stato attuale non esiste. Al di là di singole iniziative lasciate alla volontaria azione di alcuni enti locali, non opera in Italia alcun sistema, mentre la Direttiva stabilisce già target di raccolta impegnativi da raggiungere nel breve periodo: nel 2010 raccolta totale pari almeno al 25%; nel 2016 non inferiore al 45% di tutti i tipi di batterie vendute.
Con Cobat e Pro Natura, Il Parco del Grande Paradiso capofila tra le aree protette italiane

Il Cobat ha già realizzato progetti pilota di raccolta delle pile in alcune realtà territoriali locali e stabilito con alcuni grandi produttori di batterie industriali non al piombo accordi per la raccolta e l’invio a riciclo. Queste esperienze hanno portato alla raccolta di 15.000 kg di batterie e rottami cellulari (accordo con Omnitel 2002-2005), 310.000 kg di batterie non piombo industriali raccolti in 3 anni da grandi utenti (RFI, Trenitalia, Enel ed altri) e 140.000 kg provenienti da altri produttori.

Inoltre, è stato avviato nella Provincia di Lecco un progetto pilota per la sperimentazione di un sistema di raccolta e avvio a riciclo in ambito urbano che punta alla definizione di un modello di riferimento per l’attuazione di un sistema nazionale di raccolta e riciclo di tutti i tipi di batterie. Il Parco del Gran Paradiso è, invece, primo caso di sperimentazione e tutela nell’ambito delle aree protette, che si punta ad estendere, sulla base dell’esperienza condotta, a tutto il territorio nazionale.
Giancarlo Morandi, Presidente Cobat

“Cobat festeggia proprio quest’anno 20 anni di azione concreta a difesa dell’ambiente su tutto il territorio nazionale – ha affermato il Presidente Morandi – e dalla montagna, all’ambito urbano, all’ambiente agricolo e marino svolge un’azione cruciale per la gestione sicura ed efficiente dei rifiuti pericolosi costituiti dalle batterie al piombo esauste. Ma è proprio negli ambienti naturali più delicati che ancora più attenta si fa la nostra azione, a tutela concreta e simbolica di un patrimonio inestimabile.

Questa nuova iniziativa ci permette di coniugare questo impegno con una nuova sfida di protezione ambientale legata alla gestione anche della raccolta e riciclo delle batterie non piombo, urgenza per la politica ambientale nazionale imposta dall’UE per la quale il Cobat costituisce una risorsa preziosa di esperienza ed efficienza pronta ad agire”.
Corrado Maria Daclon, Segretario Generale Pro Natura

“Pro Natura nacque sessanta anni or sono per volontà di alcune personalità e naturalisti lombardi, piemontesi, valdostani e trentini - ha dichiarato il segretario generale di Pro Natura, Corrado Maria Daclon - oggi vogliamo ricordare lo spirito originario dell’ambientalismo, concepito come azioni concrete orientate alla conservazione della natura e alla sostenibilità. Le iniziative del sessantenario si svolgeranno per tutto il 2008 in collaborazione con il Cobat e con il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il cui direttore Renzo Videsott nel 1948 fu il fondatore e primo presidente di Pro Natura.

È importante che, anche con azioni esemplari come questa realizzata da Cobat, Parco e Pro Natura, la questione ambientale divenga politicamente trasversale e sentita da tutti - ha ricordato Daclon, che è anche membro del consiglio direttivo del Parco del Gran Paradiso in rappresentanza delle associazioni ambientaliste - così come era nell’idea dei nostri padri fondatori, la gestione delle aree protette e del patrimonio naturale è un aspetto troppo importante per non essere patrimonio di tutti, nelle coscienze e nelle attività sociali e politiche.”