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L'anno internazionale della biodiversità

Come molti sanno, il 2010 è stato ufficialmente dichiarato "anno internazionale per la bioversità". Addirittura, qualche anno fa, ci si era posti l'obiettivo di arrestare le perdite di biodiversità proprio in corrispondenza di questo anno. Come poi le cose sono andate a finire, purtroppo lo abbiamo visto....

Il grave è che la tendenza non accenna a cambiare. Secondo alcuni studiosi, si estinguono da 20 a 30.000 specie ogni anno, il che significa circa tre ogni ora, spesso prima ancora di riuscire ad identificarle e classificarle.

Ma qui vogliamo parlare di cosa succede nella nostra Regione, la quale, ovviamente, ha aderito con entusiasmo all'iniziativa, organizzando convegni e mostre e stampando pieghevoli ed opuscoli. Ma nel concreto? Poco o nulla. Anzi, iniziative che vanno nel senso opposto a quello della conservazione della biodiversità. Potremmo fare molti esempi, ma ci limitiamo ai tre che, secondo noi, sono i più eclatanti.

1. In Piemonte esistono sì e no una cinquantina di lupi, tra l'altro soggetti a numerose minacce (incidenti stradali, bracconaggio, ecc.), che causano la morte di parecchi individui ogni anno. Ovviamente, si tratta di una specie protetta, sia a livello nazionale che comunitario. E la nostra Regione cosa fa? Chiede al Ministero per l'Ambiente una deroga per poter abbattere alcuni lupi, stante i danni che questi arrecano al bestiame. Danni, tra l'altro, estremamente contenuti e totalmente risarciti. Per fortuna il Ministero si è dimostrato meno insensibile ed ha rispedito la richiesta al mittente.

 

2. Tra le specie animali maggiormente minacciate di estinzione, quanto meno su scala locale, vi sono quelle appartenenti alla cosiddetta fauna alpina: gallo forcello, pernice bianca, coturnice e lepre variabile. Tra l'altro, per alcune di esse sono stati dimostrati cali nella consistenza delle popolazioni. Eppure, la Rgeione persiste a considerare cacciabili queste specie, nonostate le reiterate richieste delle Associazioni ambientaliste quanto meno di una moratoria, che consenta alle popolazioni un minimo di ripresa.

3. E' stato recentemente approvato il Regolamento Forestale, che disciplina la gestione dei boschi nella nostra Regione. Anche in questo caso le esigenze produttivistiche sono state considerate in modo prioritario, sacrificandovi ogni discorso legato alla tutela della biodiversità. Si potrà tagliare troppo e soprattutto troppo a lungo (anche nel periodo primaverile, quando i danni all'ambiente saranno particolarmente gravi), mentre la fustaia, che è la forma di governo ecologicamente più pregevole, non viene incentivata come sarebbe logico.

Insomma, veramente un bel modo per salvaguardare la biodiversità!

 (Piero Belletti)

3 commenti su “L'anno internazionale della biodiversità”

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