Forse non tutti lo sanno, ma esiste un osservatorio dei siti Nimby in Italia, si chiama Nimby Forum (http://www.nimbyforum.it/) e non è gestito dalla Digos, ma anzi si fregia del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e dei Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico.
Nella pagina iniziale del sito compare un’Italia tutta butterata, come se avesse il morbillo: ad ogni “pustola” corrisponde un nimby, un’opposizione ad un progetto. In gran parte si tratta di inceneritori di rifiuti (con bella parola “termovalorizzatori”), di centrali a biomassa, di autostrade o superstrade.
Certamente il quadro è realistico, non voglio dire, ma quello che mi sento di contestare è che queste opposizioni siano davvero nimby (cioè “non nel mio giardino, ma fatelo pure altrove”). In realtà – e di questo i nostri politici non hanno ancora preso coscienza – chi si oppone ad un inceneritore ormai lo fa per ragioni oggettive, scientifiche e non è che vorrebbe lo realizzassero da qualche altra parte. Una volta forse era così, ma oggi quelli che continuiamo, meglio, che continuano a chiamare “nimby” sono di solito comitati preparati, che hanno studiato, supportati da esperti, che pongono problemi ben chiari e spesso offrono soluzioni alternative. Tutt’altro che degli sprovveduti, quindi.
Del resto, che le pustole non siano semplici nimby è confermato dal fatto che in Piemonte dal Forum è considerato Nimby il movimento contro la Torino – Lione . Invero, i No Tav sono sicuramente le persone nel loro complesso più preparate su quella vera e propria follia che è l’alta velocità ferroviaria, e non la vogliono né lì né altrove.
(Fabio Balocco)
7 commenti su “Sindrone e Forum NIMBY”
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Valeriano 04/07/2011
Salve Fabio ,
come si fa a considerare una follia la TAV ovunque essa si realizzi , quando tutta l'Europa evoluta se ne è già dotata da anni con notevole diffusione (TGV, ICE sono sigle ben note... )e l'Italia al solito resta indietro .
Evidentamente i Valsusini NOTAV aspirano a vivere come i Greci di agricoltura , pesca e turismo (forse!?)oppure sono effettivamente affetti da sindrome di Nimby.
Tutte le considerazioni tecnico-economiche a sostegno delle tesi NOTAV sono assolutamente opinabili e spesso forzate : ma i Valsusini non stanno in parlamento e quindi non sono delegati a fare scenari economico-policiti ad ampio raggio in nome e per conto del popolo Italiano .
Chi strilla che la Vasusa è dei Valsusini dimentica che l'Italia è unita da 150 anni e c'è un processo di delega democratica che puo' prendere decisioni non gradite localmente ma comunque nell'interesse dell' intera comunità.
Non ci si puo' opporre unilateralmente ad una decisione democraticamente presa , casomai , se ci si sente lesi , si possono contrattare adeguate modifiche, realisticamente fattibili, o in subordine risarcimenti ad hoc.
Cercate di evolvervi democraticamente invece di puntare i piedi ad oltranza .
Cordialmente

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Fabio Balocco 08/07/2011
A parte la considerazione che non è perché una cosa la fanno tutti che sia giusta, nello specifico la linea Torino ? Lione è una linea assolutamente inutile. Lo dimostra il fatto che la linea attuale è sottoutlizzata del 70% ed altresì il fatto che il traffico merci con la Francia dal 2001 è in costante diminuzione. Al riguardo, se ti vuoi documentare, fra i tanti ti consiglio le 150 ragioni contro la TAV scritto da Mario Cavargna (http://www.pro-natura.it/torino/pdf/150ragionitav.pdf).
Quanto poi al fatto che l?opera sia stata legittimamente decisa, ti rispondo che non tutto ciò che è legittimo è anche giusto.
Contro la TAV peraltro pendono due ricorsi, uno al TAR Lazio ed uno al TAR Piemonte.
Cordialità

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Alberto 12/07/2011
@ Valeriano: Il tuo messaggio è pieno di disinformazione derivata dai media. Spegni la televisione, lascia perdere i giornali, e impara invece a pensare con la tua testa.
La democrazia è una condizione necessaria, ma non sufficiente per una società libera. Secondo te democrazia vorrebbe dire legittimare qualsiasi decisione della maggioranza?
Senza entrare nel merito di come si fabbrichi il consenso e con esso si formino le maggioranze, e facendo finta di ignorare che i valsusini contrari alla TAV saranno una minoranza in Italia e in Europa, ma a casa loro sono la maggioranza.

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Riccardo 03/03/2012
"a casa loro sono la maggioranza"
Bel viatico!
Se fossero autonomi in tutto avrebbero ragione ma, in realtà, gli abitanti della Val di Susa, al pari di qualsiasi altro cittadino Italiano o Europeo hanno negli anni assunto stili di vita che comportano la necessità di un enorme quantità e varietà di manufatti, prodotti, infrastrutture, servizi che, non producono in loco.
Qesti vengono prodotti in alte luoghi (comunità?)che accettano gli inevitabili disagi, l'inquinamento ed i problemi connessi (ed ovviamente i benefici).
Penso alle comunità attraversate dagli oleodotti, dai gasdotti, invase dagli impianti di raffinazione, dai rigassificatori, i luoghi dove sorgono fabbriche necessarie ma inquinanti come: carta, concerie, tintorie, plastica, gomma, farmaci... la lista è praticamente infinita.
Gli abitanti della Val di Susa, hanno sicuramente diritto a manifestare il loro dissenso e a proporre le loro alternative, ma dovrebbero farlo tenendo conto che, facendo parte di un tutto più grande (che porta loro evidenti vantaggi)non possono pretendere di avere il diritto di veto.
Quanto allo "spegnere la televisione e accendere il cervello", è un invito arrogante che significa più o meno "io sono intelligente perchè lo dico io e tu, poichè dissenti da me sei tele-cerebroleso".
Vorrei ricordare che i dittatori di qualunque epoca e ideologia, non volevano "tiranneggiare il popolo" ma guidarlo, poichè da solo, poverino, non era in grado di farlo.
L'ultimo pensiero va ai blocchi autostradali e ferroviari, ed posto sotto forma di domanda riolta a chi legge:
Dove lo collochi tu il limite, tra il legittimo diritto alla protesta dei manifestanti e l'altrettanto legittimo diritto di libertà di transito degli altri cittadini?
Riccardo Tolomei

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Adela Radu 13/06/2012
A proposito di malattie di lavoro, vi volevo portare la mia personale esperienza. Ho lavorato nelle Langhe (zona di Alba), dove ho contratto la policitemia, una malattia rara.
Gli elicotteri sorvolavano colline, cascine, vigne e terreni irrorando fitofarmaci, ma senza rispettare le distanze di sicurezza per la salute. Il mio stato di salute si è aggravato, con un insopportabile prurito su tutto il corpo. Contemporaneamente la pressione arteriosa è salita ben oltre i limiti. Mi sono rivolta al mio medico di fiducia, il quale mi ha prescritto una terapia con cortisone, dieci giorni di riposo assoluto e mi ha suggerito con forza di stare lontana dal quel luogo, dal momento che le cause della malattia potevano essere i fitofarmaci distribuiti nella zona. Al mio rientro, il mio datore di lavoro mi comunicava che mi avevano licenziata a causa delle mie illazioni sul legame tra la mia malattia e gli interventi degli elicotteri. Vi chiedo se il mio licenziamento è legittimo. Grazie e cordiali saluti. Adela Radu

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Marco Galliano 23/02/2013
La prima associazione ecologista a cui mi sono iscritto è stata Pro Natura Torino. Avevo 8 anni se ricordo bene...
Avete ragione l'osservatorio Nimby, gestito anche da Legambiente, non ha capito che appunto i ?nimby? sono "comitati preparati, tutt?altro che degli sprovveduti".
Io per esempio conosco tantissime persone molto preparate che si battono contro devastanti speculazioni eoliche che vanno ad intaccare gli ultimi lembi montani ancora integri. Un truffa vera e propria anche perchè i soldi finiscono nelle tasche di speculatori a cui nulla interessa dell'ambiente.
Peccato che questa falsa "green economy" sia spalleggiata anche da alcune associazioni ambientaliste, o meglio dai loro dirigenti.
Ne approfitto per un ultima cosa.
Ho letto che Pro Natura ha firmato un "eco"-telegramma (http://www.legambiente.it/contenuti/articoli/eco-telegramma-ai-candidati) rivolto ai candidati alle elezioni insieme ad altre associazioni APER, associazione che tutela gli interessi degli imprenditori delle rinnovabili industriali. Strano modo di tutelare l'ambiente mettersi insiame a chi si è sempre disinteressato degli scempi che migliaia dei loro impianti stanno provocando in tante regioni italiane.
La prossima volta vi prego di fare più attenzione ai compagni che vi scegliete.
Un carissimo saluto.
Marco Galliano

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Federazione Nazionale Pro Natura 25/02/2013
Egregio Sig. Marco Galliano,
l'osservazione in merito alla firma apposta dalla Federazione nazionale Pro Natura al testo dell'eco-telegramma è senz'altro fondata, ma occorre rendersi conto che, seppure gran parte delle azioni di Pro Natura siano al limite dell'utopia, in questo caso abbiamo dovuto accettare una mediazione rispetto alla posizione che una valutazione esclusivamente ideologica ci avrebbe imposto.
Pro Natura, in tutte le sue ramificazioni a livello locale e nazionale, è fondata sul totale volontariato, mentre altre Associazioni hanno optato per scelte altrettanto legittime ma strategicamente diverse, cosa che porta, a volte, a dover necessariamente sottoscrivere accordi con soggetti economici di vario tipo.
Cosa che non fa Pro Natura, finanziata solo dalle quote dei soci, che tuttavia, nonostante la gravità della situazione ambientale, non aumentano.
L'alternativa era rimanere fuori da un documento comunque importante per fare sentire la voce dell'ambientalismo e rimanere sempre marginali.
Sino a quando gli italiani non capiranno che occorre dare numerosi un contributo alle Associazioni che operano da volontari in difesa dell'ambiente, per consentire a quelle che non fanno compromessi di mantenere una certa visibilità, saremo costretti a fare questa scelta che oggi lei critica, ma che dobbiamo affrontare, pur nella nostra utopia, con un minimo senso di realismo.
Un cordiale saluto.

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