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Buone notizie dalle rinnovabili

Aquila Reale


In mezzo alle tante brutture che funestano il pianeta, c’è bisogno di una boccata d’ossigeno con qualche buona notizia. E per fortuna ce ne sono. Partiamo dal fotovoltaico, che a livello planetario sta conoscendo una crescita esponenziale. Soltanto nel 2012 la potenza installata aveva superato i 100 GW (100 gigawatt, equivalenti a 100 milioni di kW), poi nel successivo decennio è decuplicata, arrivando nel 2022 a 1 TW (1 terawatt = 1.000 gigawatt) e oggi a 3 TW. Grazie a questa crescita impetuosa, l’Unione Europea questa estate è riuscita a coprire il 25% del proprio fabbisogno energetico con il fotovoltaico, che in quel periodo è diventata la principale fonte energetica a livello continentale, superando nucleare e gas. Se al solare sommiamo eolico (14%) e idroelettrico (12%) vediamo che più della metà dell’energia prodotta in UE proviene dalle fonti rinnovabili.
Tra l’altro, il fotovoltaico è stata l’unica fonte ad aumentare la propria produttività durante le recenti ondate di calore che hanno colpito l’Europa, andando così a compensare i cali di produzione di tutte le altre fonti, messe a dura prova dalle temperature estreme e dall’aumento della domanda dovuto all’intenso uso di condizionatori. Alcuni studi sembrano inoltre evidenziare come l’ombreggiatura dei pannelli utilizzati nell’agrivoltaico abbia protetto le colture dall’eccesso di insolazione.
Dunque non è un caso se, vicino a noi, il Vaticano sta pensando di soddisfare tutto il proprio fabbisogno energetico grazie a un impianto agrivoltaico fortemente voluto da papa Francesco e che ora il suo successore sta portando avanti.
Agli antipodi, in Australia, il fatto che la produzione solare è cresciuta molto e raggiunge il picco nelle ore centrali della giornata, ha indotto il governo a incentivare lo spostamento dei consumi proprio in quella fascia oraria, concedendo tre ore di elettricità gratis! È possibile che qualcuno, guardando la propria bolletta, valuti di emigrare nel paese dei canguri, ma forse non è necessario, perché da noi qualche operatore sta iniziando a fare lo stesso, anche se solo a livello “sperimentale”, di propria iniziativa e in modo saltuario, non strutturale. Del resto il nostro governo, a differenza di quello australiano, continua a blaterare di soluzioni miracolistiche del nucleare, che se va bene dovremo aspettare venti o trenta anni, senza curarsi minimamente di abbassare le nostre bollette, che sono ormai le più care d’Europa.
La quale Europa punta invece a una elettrificazione sempre più spinta, in particolare incentivando la sostituzione delle vecchie caldaie a gas con le pompe di calore. Vale la pena ricordare che, al contrario, il nostro governo continua a insistere sul gas, anche se diventa sempre più caro, e aveva (o ha ancora) in progetto di diventare “hub del gas europeo”, cioè trasformarsi in terminale del gas proveniente dai paesi produttori per convogliarlo verso il resto d’Europa, proprio mentre quest’ultima si sta attrezzando per farne a meno. Quindi rischiamo di spendere milioni di euro per infrastrutture pensate per vendere gas a chi non avrà più bisogno di comprarlo. Che lungimiranza.
Altre buone notizie arrivano dalla mobilità elettrica, a cui dedichiamo un altro articolo.
Qui, per concludere, ci piace riportare la notizia che il governo francese ha deciso di vietare le pubblicità legate ai combustibili fossili, compreso il biogas, attuando una direttiva risalente al 2021.
Un po’ come era successo anche da noi con le sigarette: “chi usa combustibili fossili avvelena anche te, digli di smettere”.

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