Membro di
Socia della

City Nature Challenge e Citizen Science

di Paolo Mazzei - ALI Associazione Lepidotterologica Italiana - Università degli Studi di Torino
   Vincenzo Buonfiglio -  Servizio Aree protette - Tutela della biodiversità, Città metropolitana di Roma Capitale
   Fabio Collepardo Coccia - Consorzio universitario CURSA, Roma
   Marco Giardini, Pierangelo Crucitti - Società Romana di Scienze Naturali

La City Nature Challenge(CNC)è uno tra i piùgrandi eventi internazionali di censimento dellabiodiversità. Si tratta di una competizione, con frequenza annuale, che vede gareggiare tra loro centinaia di città del mondo che si sfidano per segnalare il maggior numero di piante e animali in natura o comunque in siti lontani dalle principali strade di scorrimento,iniziativa a cui sono invitati e possono partecipare cittadini, ricercatori, scuole, famiglie, comunità. La CNC si inserisce pertanto pienamente nelle attività di Citizen Science ossia di ricerca attiva effettuata dai cittadini. Attivata nel 2016 come competizione tra Los Angeles e San Francisco, la City Nature Challenge è rapidamente diventata un evento internazionale, motivando le persone di tutto il mondo a trovare e documentare la florae la fauna selvatica nelle proprie città. Gestito dai team di Community Science della California Academy of Sciences e del Natural History Museum della contea di Los Angeles, la CNC è un evento globale annuale di quattro giorni in cui le città collaborano - si incontrano - in una competizione amichevole per vedere cosa si può ottenere quando si lavora tutti insieme per un obiettivo comune. L’attività si fonda su prerequisiti ampiamente standardizzati; osservare e fotografare piante e animali selvatici durante quattro giorni prestabiliti, di norma alla fine di aprile, per comprendere meglio, e quindi tutelare, la natura delle nostre aree urbane. Sapere quali specie sono presenti nelle nostre città e dove si trovano ci aiuta a studiarle e a proteggerle. La partecipazione alla City Nature Challenge non solo consente di imparare molto di più sulla natura locale ma anche di rendere le città posti migliori, per l’uomo come per le altre specie. Ci sia consentita una digressione: in un mondo in cui l’obiettivo fondamentale di molti governi è sempre più il riarmo, l’obiettivo della CNC è esattamente l’opposto: contribuire alla pace tra i popoli. Le ville, i parchi e i giardini cittadini rappresentano i polmoni verdi delle città, offrendo un importante rifugio a molte specie della fauna e flora selvatica, ad es. uccelli e mammiferi che trovano negli ecosistemi urbani non pochi vantaggi ad es. favorevoli condizioni climatiche, elevata disponibilità di cibo ed acqua, siti di rifugio nei confronti di potenziali predatori. Sino al 2023 Roma ha partecipato una sola volta ad eventi di CNC, nel 2018. Nel 2022 parteciparono al CNC 457 città, tra cui le maggiori capitali mondiali ed europee, e 67.220 cittadini con 1.694.877 osservazioni relative a oltre 50.000 specie animali e vegetali. Peraltro, l’edizione 2023 di CNC è stata la più partecipata di sempre con ben 482 città di 46 paesi di tutti i continenti con una importante adesione di città europee (Atene, Berlino, Copenaghen, Edimburgo, Londra, Lussemburgo, Madrid, Parigi, Praga, Roma, Vienna, Zagabria), oltre 66.000 partecipanti e oltre 1.800.000 osservazioni relative a più di 57.000 specie. La vittoria è stata conseguita da La Paz (Bolivia) sulla base di tutti e tre i parametri considerati; numero di osservazioni, specie osservate e osservatori. Roma è risultata quarta in Europa, con un numero totale di osservazioni pari a 15.318 effettuate da 657 persone e relative a 2.089 specie differenti. L’adesione di Roma all’evento è una partecipazione che prevede l’adesione di tutto il suo territorio metropolitano che può vantare una notevole varietà di biodiversità, dall’ambiente marino costiero ai 1.855 metri del Monte Autore sulla catena dei Monti Simbruini. Nel 2024, tra il 26 ed il 29 aprile, l’intero territorio della Città metropolitana di Roma Capitale è stato coinvolto. Anche in questo caso, l’evento di CNC è stato coordinato dall’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL; è stato inoltre dedicato alla memoria dell’eminente zoologo professor Valerio Sbordoni, Segretario dell’Accademia, venuto a mancare nel 2024 subito dopo aver promosso questa iniziativa. Nei giorni della “sfida”, i cittadini sono stati invitati a prendere parte ad uno o più BioBlitz programmati per l’evento; ovvero appuntamenti con esperti e ricercatori in presenza di cittadini e studenti delle scuole di diverso ordine. I cittadini possono peraltro agire anche in piena autonomia. I requisiti generali per essere un organizzatore sono: realizzare periodicamente riunioni online; attivare e mantenere un progetto di CNC nella città di appartenenza; promuovere la CNC comprese le modalità per partecipare al meglio e comunicare i risultati; completare le tappe fondamentali in modo tempestivo sulla base di una tempistica predefinita; accettare le linee guida sull'uso del logo, parlare con i media, raccogliere fondi. I cittadini sono invitati a: 1) scaricare la specifica App o accedere al sito web di iNaturalist creando un profilo utente; 2) iscriversi al progetto City Nature Challenge relativo all’anno e alla propria città (opzionale); 3) osservare e documentare piante non coltivate e animali selvatici per mezzo di foto o registrazioni audio; 4) condividere le osservazioni raccolte su iNaturalist (App o sito web).

I Bioblitz (BB) rappresentano la longa manus operativa di attività di Citizen Science sul campo finalizzate al censimento della biodiversità in aree selezionate; costituiscono una indagine biologica intensiva con l’obiettivo di registrare tutte le specie che vivono all’interno di un’area scelta ad hoc, avvalendosi di gruppi di specialisti insieme a personale non esperto. La componente pubblica dei BB è di fondamentale importanza a dispetto della mancanza di specializzazione di molti partecipanti ed è in grado di fornire una quantità inimmaginabile di dati sulla diversità biologica. Ai cittadini interessati si affiancano biologi e naturalisti dotati di competenze sufficienti per identificare sul campo la maggior parte delle specie. Le aree interessate da eventi di BB sono spesso protette pur non essendo escluse dalle ricerche le aree ad esse limitrofe non tutelate; a questo proposito è appena il caso di ricordare che la partita della conservazione di specie e habitat si gioca anche e soprattutto nelle aree esterne e contigue alle aree protette. Preliminarmente, vengono assegnati gli incarichi necessari ai componenti dello staff, ai ricercatori e ai citizen experts eventualmente formati nel corso dei precedenti sopralluoghi. Lo staff è dotato di GPS, binocoli e fotocamere digitali, talvolta in possesso anche di molti cittadini “professionisti”. Le attività di BioBlitz sono finalizzate alla raccolta di big data ovvero cospicue masse di dati soprattutto quantitativi. L’importanza della disponibilità di una massa relativamente enorme di dati è duplice: colmare i vuoti relativi alla assenza o scarsità di serie temporali da comparare (fluttuazione della abbondanza di taxa, soprattutto di specie target); confrontare la distribuzione attuale delle specie e lo stato degli habitat con la velocità e la direzione dei cambiamenti in atto (che si verificano sotto i nostri occhi data la pervasività e intensità delle attività umane) risultando foriera di risultati utili anche al fine di prospettare l’idoneità dei modelli predittivi grazie all’infittimento dei dati sulla distribuzione delle specie. Un solo esempio: nell’ambito del North American Bird Phenology Program sono stati utilizzati sei milioni di dati. È inoltre evidente l’importanza della validazione dei dati che, se basata su riscontri obiettivi, ad esempio immagini dell’esemplare (animale o pianta) in vita nel suo ambiente naturale ottenute per mezzo di una buona fotocamera, sarà certamente facilitata; lo specialista accademico e/o il citizen expert potranno confermare la diagnosi relativa alla identificazione di taxa problematici. I problemi organizzativi di un BioBlitz sono complessi e richiedono una accurata pianificazione data la mobilitazione collettiva di grandi masse e la varietà delle attività da realizzare, eventualmente anche in orario notturno. L’attività principale è rappresentata dal censimento, lungo transetti prefissati, delle specie riscontrate; se possibile, all’unisono con la raccolta di dati bioclimatici ed eco-etologici. È preliminarmente necessario costituire una “cabina di regia” che, oltre alla assegnazione di compiti e incarichi, risolva problemi organizzativi strettamente correlati; approntamento di servizi igienico-sanitari e di ristoro, posti di pronto soccorso, stand di varia natura con postazioni PC e Internet, binoculari stereoscopici e guide di campo (field guides) per il riconoscimento di specie vegetali e animali oltre a tracce, segni e altri elementi di identificazione. L’inizio delle attività di ricerca viene preceduto dalla costituzione di gruppi di persone operanti sul campo, coordinate da uno o più specialisti. 

Il termine "BioBlitz" è stato coniato dal National Park Service USA e il primo BB si è tenuto, in collaborazione con il National Geographic, a Kenilworth Aquatic Gardens, Washington DC, nel 1996; in quell’occasione vennero identificate circa 1000 specie, con una grande partecipazione di pubblico decretandone così il successo. Da allora, la maggior parte dei BBvede la presenza di adulti, bambini e adolescenti che affiancano esperti e scienziati del settore in questo “inventario della Natura” che si svolge nell’arco di 24/48 ore. In Italia il primo BioBlitz è stato organizzato dal CURSA - Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e l’Ambiente, il 27 e 28 ottobre 2012, presso la Riserva Naturale Nomentum. L’evento, oltre al patrocinio della Provincia di Roma, ebbe anche il patrocinio del NPS USA e di National Geographic Italia. Le attività di ricerca coinvolsero più di 30 ricercatori di diversi Atenei romani, della Società Romana di Scienze Naturali e di varie associazioni naturalistiche. Durante questo BB, nonostante le avverse condizioni meteo, furono determinate 270 specie di organismi e furono coinvolte circa 500 persone.

Un evento di BioBlitz è organizzato da una rete di attori per una straordinaria occasione di animazione, educazione, ricerca e collaborazione al quale possono partecipare tutti; bambini, ragazzi, adulti, anziani, ma anche studenti universitari, famiglie e in generale persone appassionate di natura, che vogliono lavorare fianco a fianco con gli “specialisti della natura”. Partecipare ad un “BioBlitz” offre diverse opportunità e benefici rispetto ad una tradizionale attività scientifica di campo. Alcuni di questi includono:

1 - divertimento: pur essendo un'indagine sul campo strutturata in modo tecnico e scientifico, questo evento ha l'atmosfera di una festa, resa ancor più eccitante dalla diversità degli attori coinvolti e dalla “corsa contro il tempo”;

2 - impatto locale: possibilità di coinvolgimento nella riscoperta dei valori degli ambienti, anche i più vicini, e verificare che le aree verdi urbane, i parchi nazionali, regionali e locali sono ricchi di biodiversità e quindi importanti da conservare e tutelare;

3 - incontro con ricercatori e scienziati: raccogliere informazioni di base su alcuni gruppi sistematici di specie, incoraggiare le persone a relazionarsi con scienziati e ricercatori che lavorano sul campo;

4 - identificazione di specie rare e uniche: lavorando insieme, si è in grado di monitorare habitat e luoghi di elevato interesse naturalistico; in alcuni casi fortunati potrebbero persino essere scoperte specie rare; la ricerca inoltre, potrebbe chiaramente indicarci quale area geografica o quali gruppi meriterebbero un ulteriore approfondimento delle ricerche;

5 - documentazione di specie: iBBnon hanno la pretesa di fornire una “checklist” completa delle specie presenti in un sito, tuttavia forniscono un elenco di base da cuipartire per realizzare un inventario più completo.Questa modalità di svolgimento garantisce una straordinaria efficacia in termini di comunicazione,essendo un “evento” capace di suscitare impatti emotivi, legati all’ambiente in cui si realizza e alfatto che i partecipanti diventano “esploratori” per un giorno e attori di un evento da ricordare.

Nel 2020 il CURSA ha pensato di trasferire in mare il know-how acquisito con la realizzazione di sei BioBlitz terrestri, realizzando, con il progetto FEAMP BioBlitz Blu, un monitoraggio della biodiversità marina a 360° in alcuni siti marini della Rete Natura 2000. Le attività videro la partecipazione di numerosi operatori subacquei volontari che furono istruiti sulla tecnica del visual census. Ad oggi le competenze acquisite in ambito marino hanno permesso di coinvolgere anche i fotografi subacquei nella City Nature Challenge 2023 e 2024 con ottimi risultati in termini di specie censite.

1. Un esempio paradigmatico di un’area interessata da attività diBB è costituito dalla Campagna Romana a nord-est di Roma, vasta pianura ondulata e intersecata da fossi, che si estende dalla capitale fino al piano collinare prossimo (a nord il comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate, a sud i Colli Albani, a est i rilievi preappenninici; è appena il caso di ricordare che Campagna Romana non è sinonimo di Agro Romano, porzione della Campagna Romana inclusa nel distretto municipale di Roma), mosaico di frammenti boschivi, agrosistemi ed estesi comprensori artificializzati ma, nonostante questo, ricchissimo serbatoio di biodiversità valorizzato dalla presenza di piccole aree protette (Riserve Naturali ed aree afferenti alla Rete europea Natura 2000). Non è un caso che il 1°BioBlitz Nazionale (X.2012) sia stato realizzato nella Riserva Naturale di Nomentum, dato il livello ormai relativamente avanzato delle conoscenze sulla storia naturale di questo territorio. È ormai parte integrante della storia delle attività sponsorizzate dalla SRSN Società Romana di Scienze Naturali ETS il “Progetto BioLazio”, preceduto da una lunga serie di sopralluoghi sul campo in comprensori della Campagna Romana a nord-est di Roma. Si tratta di aree planiziali delimitate da infrastrutture viarie, edificato compatto e attraversate da grandi elettrodotti, le cui caratteristiche fisiografiche sono tuttavia quelle tipiche della Campagna Romana; rilievi bassi e ondulati rivestiti da una cotica erbosa più o meno uniforme, fossati e incisioni del terreno con raccolte d’acqua nei periodi piovosi, canali a idroperiodo variabile, siepi e macchioni fitti, filari di alberi frangivento lungo i bassi crinali, accumuli di natura litogenetica oltre a frammenti boschivi di estensione variabile; aree estese alcune centinaia di ettari, interessate o meno da provvedimenti di tutela che, nonostante lo sfruttamento agricolo, pascolo incluso, ospitano ancora un numero elevato di specie, sia vegetali sia animali, molte delle quali di notevole interesse conservazionistico. La realizzazione di questi BioBlitz, nel quadro delle attività di promozione del “Progetto BioLazio”, ha richiesto il superamento di numerosi problemi organizzativi. In primis la possibilità di accedere, da parte dei numerosi cittadini intervenuti (richiamati da manifesti ad hoc collocati nei punti ritenuti strategici con alcune settimane di anticipo rispetto alla data di svolgimento dell’evento), a posti di parcheggio e ristoro che oltretutto costituiscono il punto di accesso più favorevole all’area di studio.

2. Quest’anno la Società Romana di Scienze Naturali ha partecipato all’evento City Nature Challenge nella Riserva naturale della Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco, area protetta gestita dalla Città metropolitana di Roma Capitale che si estende, con i suoi 997 ettari di superficie, nei comuni di Mentana, Monterotondo e Sant’Angelo Romano nel quadrante nord-est del territorio metropolitano. La Riserva presenta un paesaggio collinare a mosaico con ampie zone destinate al pascolo ed alle coltivazioni che si inseriscono tra lembi di boschi di querce, una testimonianza della più ampia formazione forestale che originariamente ricopriva la regione dei Monti Cornicolani. Nelle giornate del 27 e 28 aprile numerosi cittadini hanno partecipato al BioBlitz insieme ai soci della SRSN ed al personale tecnico della riserva.

Nelle attività di Citizen Science il ruolo giocato dalle piante è spesso di secondaria importanza: la presenza di botanici è di solito minoritaria ed è, più in generale, molto scarsa la conoscenza delle specie vegetali nelle persone. Le piante, infatti risultano, di norma, meno attrattive rispetto agli animali. Si resta più facilmente colpiti da un uccello in volo, da un rettile che attraversa un sentiero o da un mammifero che scompare rapidamente in mezzo alla vegetazione. Può capitare che l’attenzione di qualcuno sia colpita dalla fioritura di una pianta molto vistosa o da vaste distese di piante fiorite, ma tutto il resto del mondo vegetale viene normalmente ignorato; sembra, nella maggior parte dei casi, destare scarsissimo interesse. Le piante, data la loro immobilità, sono percepite semplicemente come elementi del paesaggio, lo sfondo verde di tanti stupendi paesaggi italiani. Le attività di Citizen Science possono quindi svolgere un ruolo non secondario allo scopo di sensibilizzare le persone e stimolare la loro curiosità relativamente alla conoscenza e all’importanza delle piante. A tal fine può risultare interessante fornire informazioni sul ruolo ecologico delle piante e della vegetazione, oppure sulla presenza di specie rare, endemiche o protette in una certa regione, o su particolari meccanismi riproduttivi o di disseminazione, o sulla presenza di specie utilizzabili a scopo alimentare, medicinale o altro ancora. Questi ultimi aspetti sono spesso quelli ai quali le persone che hanno scarse conoscenze naturalistiche sono maggiormente interessate. Dopo aver parlato del valore scientifico, biogeografico o ecologico di una rara specie vegetale la domanda che viene posta più frequentemente è: “ma questa pianta è buona da mangiare?”. I Bioblitz sono pertanto una importante occasione per far capire quanto le piante siano importanti, al di là del loro valore alimentare. Un risultato degno di nota che può essere facilmente conseguito consiste semplicemente nel far notare la ricchezza di specie vegetali che si può osservare anche in un’area molto ristretta; non è infatti raro trovare decine di specie diverse in pochi metri quadrati. Questa semplice osservazione è per molte persone sorprendente e può avere un notevole ruolo allo scopo di aumentare la consapevolezza dell’elevata biodiversità degli ambienti naturali, soprattutto se si tratta di quelli situati a due passi dalla propria abitazione. Le esperienze di Citizen Science possono anche gradualmente far sviluppare un senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti dell’ambiente naturale e stimolare la realizzazione di azioni concrete per la sua conservazione. A proposito della ricchezza floristica dei nostri ambienti naturali possiamo citare i risultati conseguiti nel corso del Bioblitz effettuato nella mattinata del 27 aprile 2024 presso la Macchia di Gattaceca in occasione dell’ultimo evento di CNC. In poco più di tre ore sono stati infatti censiti 143 taxa, quasi tutti a livello specifico. Tra questi diverse specie protette: il pungitopo (Ruscus aculeatus, Direttiva Habitat), i ciclamini (Cyclamen hederifolium e C. repandum, CITES), diverse specie di orchidee spontanee (CITES) e lo storace (Styrax officinalis, L.R. 61/74), specie rara e di grande interesse scientifico, simbolo del Parco naturale regionale dei Monti Lucretili e scelta dalla Società Botanica Italiana come pianta simbolo del Lazio. Altra specie rara osservata è il melo ibrido (Eriolobus florentinus), frequente a Gattaceca, la cui presenza nell’area cornicolana, all’epoca terza stazione nota per il Lazio, è stata segnalata soltanto nel 2006.

La ricerca e l’osservazione delle specie animali presenti all’interno dell’area protetta effettuate da naturalisti e cittadini ha consentito di arricchire la check-list delle specie presenti con l’importante individuazione di un esemplare di orbettino Anguis veronensis, un Rettile Sauro che ha perduto le zampe (pertanto, non un serpente ma una lucertola serpentiforme) non osservato da molto tempo all’interno della Riserva naturale; oltre alla prima segnalazione di un individuo di una specie vistosa, Morimus asper, un Coleottero Cerambicide protetto a livello comunitario il cui ciclo vitale è legato al legno morto presente nei boschi. Inoltre, nel corso del 27 aprile 2024 sera, è stata allestita una postazione con telo verticale e due lampade, una miscelata da 160W e una al Hg da 250W, alimentate da un gruppo elettrogeno portatile. Un gruppo zoologico non troppo difficile da campionare, se si possiede l'attrezzatura adatta, e che comprende un elevato numero di specie, è quello delle falene (Lepidotteri) attratte dalla luce artificiale. La luce necessaria per attirare il maggior numero di individui e di specie diverse deve essere di buona intensità luminosa ed avere, nel suo spettro, una discreta quantità di ultravioletti. Il tipo di lampade utilizzato per queste attività sono quelle a vapori di mercurio (Hg), pure o miscelate, alimentate a 220Vca (gruppo elettrogeno o batteria con inverter) e con potenze tra 125W e 400W per lampada. Ultimamente, stanno diventando sempre più comuni per i monitoraggi di insetti notturni, le lampade dotate di LED ultravioletti, molto leggere, efficienti ed alimentabili con batterie a 5V, di peso e ingombro molto ridotto (powerbanks), che consentono campionamenti anche in aree di difficile accesso con attrezzature pesanti e ingombranti come quelle alimentate a 220V. Tra le 20.15 e le 22.30 circa, cioè in poco più di due ore di osservazioni, sono state fotografate, sul telo e nelle immediate vicinanze, quasi 40 specie di falene (Lepidotteri Eteroceri), per un numero complessivo di individui che ha superato ampiamente i cento.

3. La Presidenza della Repubblica ha aperto le porte della Tenuta di Castelporziano per la City Nature Challenge il 26, 27 e 28 aprile 2024. La Tenuta Presidenziale ha accolto studenti e cittadini che si sono sfidati, partecipando alla ricerca della ricca varietà vegetale e delle numerose specie animali che caratterizzano la residenza presidenziale. Con le sue oltre 6000 specie in più di 6000 ettari inseriti nel contesto di una città urbanizzata come Roma, Castelporziano supporta questa iniziativa con l’obiettivo di valorizzare la biodiversità nei contesti urbani oltre a diffonderne la conoscenza. Ad accogliere i partecipanti nella Tenuta - oltre 150 studenti delle scuole superiori e circa 300 cittadini coinvolti dal Comando Biodiversità dei Carabinieri forestali e dal WWF sezione Litorale Romano - e a guidarli nelle loro osservazioni scientifiche sono stati i ricercatori del personale del CURSA anche in collaborazione con i Carabinieri del CUFAA - Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei carabinieri, del WWF-Italia ed infine dell’ARDE Associazione Romana di Entomologia. Il 28 aprile, in un momento di simbolico avvio dell’iniziativa civica, i rappresentanti delle principali Istituzioni coinvolte (Roma Capitale, Città metropolitana di Roma capitale, Regione Lazio e CUFAA) si sono incontrati a Castelporziano.

In virtù degli ottimi risultati conseguiti nelle ultime due edizioni, la Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, si è attivata anche quest’anno per promuovere e coordinare l’iniziativa CNC sul territorio di Roma Città Metropolitana. L’Accademia dei XL ha deciso di portare avanti il progetto utilizzando la piattaforma iNaturalist con la stessa definizione geografica dell’anno precedente ovvero la Città Metropolitana di Roma Capitale. Per il 2025 si prevede di svolgere la competizione nei giorni 25-28 aprile.

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