Energia condivisa, il modello CER
Le CER, Comunità Energetiche Rinnovabili, stanno finalmente dispiegando la loro azione sui territori, ma ancora con troppa lentezza per essere efficaci nell’implementazione della transizione energetica. Ma cosa sono le CER? Come funzionano? Quali vantaggi danno? Cerchiamo di rispondere in questo articolo scritto in collaborazione con CER Sinergie [www.cersinergie.it], la CER co-fondata da Pro Natura Torino insieme ad altre Associazioni ambientali e sociali, il cui modello attivo in Piemonte è replicabile in tutta Italia.
La CER è una Comunità che si occupa della condivisione dell’energia fra i propri soci produttori e consumatori. Per evitare malintesi, NON è l’ennesimo fornitore di energia che vi propone un contratto a prezzo super ribassato, salvo poi aumentare le tariffe l’anno successivo. Chi aderisce a una CER mantiene il proprio operatore energetico e continua – ahimè – a pagare le sue bollette, ma…
Ma può accedere agli incentivi riservati ai soci delle CER, che si traducono in sostanza in un accredito quando arriva il consuntivo dell’energia condivisa fra i soci.
Già, ma cos’è l’energia condivisa?
È l’energia prodotta e contemporaneamente consumata dai soci che risiedono all’interno della stessa cabina primaria, ovvero il territorio servito da un’unica cabina elettrica di conversione dall’alta alla media tensione, che a sua volta comprende varie cabine secondarie, quelle che portano l’elettricità dalla media alla bassa tensione, fino al contatore e alle prese di casa nostra.
Ma per non perderci in tecnicismi, facciamo un esempio pratico, quello della configurazione di Ciriè (in Piemonte, provincia di Torino, cabina primaria AC001E01290) una delle prime attivate da CER Sinergie. Al momento può contare su due impianti fotovoltaici per un totale di 19.5 kW di potenza (più altri in fase di realizzazione) attivi dal gennaio 2025 e riconosciuti dal GSE – il Gestore dei Servizi Elettrici, quello che paga materialmente gli incentivi - a giugno 2025, data a partire dalla quale è iniziato il computo dell’energia condivisa e dei relativi emolumenti maturati. A consuntivo, la cifra di incentivi riconosciuta è stata di 886€ suddivisi fra i produttori e i sei consumatori che hanno condiviso l’energia secondo le percentuali concordate.
Condividere l’energia significa semplicemente consumare corrente nello stesso momento in cui gli impianti della propria configurazione la producono, un meccanismo che viene monitorato in modo automatico dai nuovi contatori elettronici, senza che i soci debbano preoccuparsi di fare nulla, se non banalmente attuare piccoli accorgimenti, tipo far partire gli elettrodomestici nelle ore centrali della giornata, quando la produzione di energia fotovoltaica è al massimo. Naturalmente, se si ha una tariffa monoraria e se la lavatrice è a pieno carico, sennò il gioco non vale la candela…
Variazioni minime delle nostre abitudini che portano a una ottimizzazione nell’utilizzo dell’energia, premiata appunto dagli incentivi. Per tornare al nostro esempio, se in una giornata di bel tempo gli impianti di Ciriè producono, supponiamo, 18 chilowattora e i sei consumatori ne utilizzano 2 a testa per un totale di 12, l’energia condivisa sarà 12 chilowattora, Se viceversa i consumatori assorbono diciamo 15 chilowattora, ma l’impianto ne produce solo 10 (perché magari è nuvolo…) la cifra condivisa sarà quest’ultima, ovvero sempre la minore fra quella prodotta e quella consumata. Per questo motivo è importante ottimizzare al massimo le configurazioni, sia come equilibrio fra produttori e consumatori, sia come adattamento dei consumi alla produzione oraria. Ecco che diventa dunque importante la “C” di “Comunità”, perché i soci possono scambiarsi informazioni e consigli per sfruttare al massimo le possibilità di condivisione e di conseguenza ottenere incentivi più elevati.
Naturalmente, la cosa funziona se ci sono persone disposte a installare un impianto di energia rinnovabile (di solito pannelli solari sul tetto di casa, ma non esclusivamente quelli) e a condividere il proprio surplus con i consumatori della zona. A tal proposito, occorre ricordare che, a fronte di un investimento iniziale ragguardevole, i vantaggi per i produttori sono molteplici:
- detrazione fiscale dei costi dell’impianto
- autoconsumo di energia e conseguente minor prelievo dalla rete (cioè bollette più basse)
- remunerazione dell’energia in eccesso riversata in rete
A tutto ciò, nel caso di adesione a una CER, si aggiunge il bonus sull’energia condivisa, che si somma a quello dell’immissione in rete, e che in certi casi può sostituire la necessità (e i costi) di installare un impianto di accumulo.
Attualmente, CER Sinergie ha già cinque configurazioni attive in Piemonte (la già citata Ciriè, Torino-Parella, Verbania, Val Pellice e Settimo Torinese-San Mauro), ne sta attivando altre sette (cioè sono in attesa del riconoscimento da parte del GSE) e ne ha svariate altre in preparazione, prevalentemente in Piemonte, ma il modello è replicabile in tutta Italia, con una sola limitazione: le CER possono accogliere solo gli impianti entrati in servizio dopo la loro costituzione, dunque nel caso di Sinergie DOPO il 15 novembre 2024. Se volete sapere se il vostro Comune o il vostro impianto è in una delle nostre configurazioni o se volete crearne una ex novo, scrivete per informazioni e chiarimenti a info@cersinergie.it e i nostri tecnici vi daranno supporto per la creazione e la gestione della vostra configurazione, o per accogliervi in una di quelle già esistenti.
Avanti tutta verso la transizione energetica!
Il Team di CER Sinergie


