Fermiamo la Lobby dei cacciatori
In un periodo in cui l’ambiente naturale, ma anche il mondo intero, si trova sull’orlo di un terribile baratro, c’è gente che ritiene l’urgenza prioritaria modificare la normativa sulla caccia, rendendola più permissiva e meno soggetta a vincoli.
In Commissione Agricoltura del Senato è infatti ripresa la discussione del d.d.l. 1552, che andrebbe a stravolgere l’attuale legge che disciplina l’attività venatoria nel nostro Paese, la n. 157 del 1992.
“Si tratta di un provvedimento vergognoso e anacronistico – afferma Piero Belletti, Segretario della Federazione Nazionale Pro Natura – che risponde alle richieste più retrograde del mondo venatorio. Si accentuerebbe la pressione venatoria su numerose specie, comprese parecchie in palese sofferenza, se non proprio a rischio di estinzione (tordi, merli, allodole e altri piccoli uccelli, anatre di numerose specie, beccacce e così via per un elenco che potrebbe essere molto lungo). Lo stesso elenco di specie cacciabili potrebbe essere ampliato, includendo ad esempio lo stambecco e le oche selvatiche.”
Anche i periodi in cui praticare la caccia verrebbero estesi in modo considerevole, sia ncon riferimento alle giornate (cancellate quelle di silenzio venatorio e prorogata la possibilità di cacciare fin oltre il tramonto) che alla stagione, prolungata fin nei mesi primaverili, andando così a interferire pesantemente con i processi riproduttivi di molte specie.
Rafforzata la barbara pratica dell’uso di richiami vivi: animali, soprattutto uccelli, catturati e costretti a passare in anguste gabbie il resto della loro vita, allo scopo di attirare a portata di tiro del cacciatore ignari conspecifici che vivono in libertà
“Ma l’aspetto forse più deleterio – conclude Piero Belletti – è lo svilimento del ruolo degli Enti di ricerca, le cui fondamentali indicazioni verrebbero asservite alle scelte politiche di amministratori che appaiono sempre più legati, a doppio filo, al mondo venatorio”.
Torino, 15 aprile 2026


