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Socia della

Gruppo Nat. della Brianza - Cura del verde o Verde che cura?

“Per favore non potate le betulle” e “Alberelli di cortesia” sono due iniziative del Gruppo Naturalistico della Brianza - Cusano Milanino alle quali, da nuova socia, mi piace partecipare.

“Per favore non potate le betulle” si svolge nel giardino di Villa Nice, sede dell’associazione a Milanino, un luogo tranquillo e lussureggiante la cui vegetazione disegna un ambiente armonico di specie di piante differenti, alcune spontanee, altre con origine e storie che arrivano da lontano (Leggi di più >>>).
Qui si svolgono lezioni di “scuola pratica di potatura”, durante le quali noi allievi siamo incoraggiati, con tanto di cesoie e attrezzi da giardinaggio, a procedere nello sfoltire, tagliare, decespugliare e correggere la direzione dei rami, come racconta l’amica Donata Gaviglio:

“Grazie all'iniziativa e disponibilità di Giovanni Guzzi ho imparato a distinguere le numerose, differenti specie vegetali presenti nel giardino di Villa Nice.
Tra queste, un pruno presentava rami molto alti. Allora Giovanni ci ha mostrato come poter contenere l'ulteriore crescita in altezza ricurvandone le punte più alte per differenziare le gemme a frutto.
Inoltre mi è stata utile la sua dimostrazione di come vanno rimossi i polloni basali. Ora li riconosco al piede degli alberi lungo i viali.
È stato un bell'esercizio anche quello di provare a seguire le istruzioni per la potatura affinché i rami crescano nella direzione che vogliamo.
Durante le ore trascorse in giardino ho potuto osservare la particolare fioritura "piatta" di ortensie di una varietà (Hydrangea serrata) non comune e molto simile agli esemplari originari così come crescono spontaneamente in natura in Giappone, ed una rara pianta dal fusto “leopardato” (Typhonium venosum, Araceae), portata in Italia dal nonno materno di Giovanni negli anni ’50 dall’allora Pakistan Orientale (oggi Bangla Desh)”.

“Alberelli di cortesia” ci vede invece all’opera per strada, e consiste nell’assecondare la natura accompagnando la ricrescita spontanea delle robinie “selvatiche” dalle ceppaie di quelle ornamentali abbattute per ragioni di sicurezza: per avere, come per le “auto di cortesia”, degli alberelli che inverdiscono le strade, altrimenti grigie e tristi, in attesa dei nuovi impianti del Comune. Un’esperienza che si è rivelata non solo utile per la manutenzione del verde cittadino, ma anche divertente e gratificante, anzi terapeutica.
In definitiva si tratta di operare sul “materiale vegetale” già esistente, senza “forzare” né “modificare” ciò che già si trova sul posto.

Io e Mauro Griselli, mio sodale in questa attività (da lui avviata assieme a Umberto Guzzi ed altre persone del quartiere), la domenica mattina, tempo permettendo, ci incamminiamo lungo i viali discreti di Milanino, spesso guardati con aria sospettosa dai pochi passanti che incontriamo, come si guardano alcuni tipi un po’ “strani”, incuriositi forse dalle cesoie, da alcuni bastoni e sacchetti che portiamo con noi.
È Mauro che mi indica dove sfrondare i rami invadenti, quelli che ostacolano il passaggio lungo i marciapiedi o quelli che ricadono addirittura sulla strada; mi mostra come proteggere le piantine più delicate col sostegno di semplici legnetti o reticelle recuperate.
Queste piantine a cui non si fa caso, spesso calpestate o estirpate durante la tosatura dell’erba, un giorno dimostreranno la loro gratitudine attraverso il fogliame che assicurerà refrigerio e preziosa ombra.
A volte invece si rende necessario il contenimento dei getti più vigorosi e male orientati che potrebbero risultare incompatibili con le piante già esistenti o pericolosi perché a ridosso della strada o delle abitazioni.

Questi piccoli gesti dedicati ai nostri amici alberi, con poveri mezzi e poco tempo, ci regalano una gioia commovente quando, ripassando per i sentieri percorsi, ci accorgiamo che quell’arbusto malaticcio, trovato tempo fa ripiegato su sé stesso, ora è bello dritto e sprizza salute; quel cespuglio prima triste e scarmigliato, ora è ricco di giovani foglie e nuovi fiori; quell’alberello dai rami scomposti e trascurati, ora esprime dignità e bellezza…

Queste esperienze mi hanno fatto entrare in empatia con l’ambiente naturale che prima guardavo distrattamente, mi hanno fatto scoprire realtà di fronte alle quali ero cieca. Sto imparando a percepire l’intelligenza degli alberi, a decifrare il loro linguaggio silenzioso, a interiorizzare il rispetto per la Natura e il collegamento tra tutti gli elementi di Madre Terra. Ho capito che occuparsi del verde non è solo una questione di botanica, ma tocca elementi che riguardano la filosofia, le scienze umane, la dimensione spirituale… insieme al nostro benessere psicofisico.

Curare un alberello diventa terapeutico, ti insegna a fermarti, a osservare i dettagli; ispira alla gentilezza e alla gratitudine. È un’ottima pratica di meditazione.
Insomma la cura del verde porta inevitabilmente a curare sé stessi…

Bruna Vavalà
Gruppo Naturalistico della Brianza
sezione di Cusano Milanino / Comitato per il Tram

P.S.

Entrambe le attività continuano. Il Gruppo Naturalistico della Brianza Cusano Milanino si augura che altri (soci e non soci, non ha importanza) vogliano non solo aderire ma anche replicarle altrove.

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