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Questione di scelte

La Redazione

 

È questione di scelte.
Non è il caso di scomodare Sant’Agostino, San Tommaso d’Aquino o il sommo Dante Alighieri, che ci hanno dottamente spiegato cos’è il Libero Arbitrio.
Ognuno di noi, nel suo quotidiano, ogni giorno compie decine di scelte, più o meno importanti, più o meno obbligate, più o meno consapevoli.
Possiamo decidere se comprare le mele o le pere in base al prezzo e all’aspetto, ma potremmo anche farlo in base alla provenienza o alla indicazione di “biologico”. Sembra poco importante, ma forse non lo è.
Potremmo scegliere di indugiare a letto o farci i fatti nostri, invece magari “scegliamo” di andare a lavorare, perché il salario ci serve per campare, ma qui la scelta è obbligata, tranne per quei pochi nati ricchi.
E pensiamo di scegliere su tante cose in maniera indipendente, ma forse non sempre è così, perché in giro c’è un sacco di gente molto brava a indirizzare le nostre decisioni e a farci credere che pensiamo “spontaneamente” quello che qualcun altro vuole farci pensare. I sistemi per controllarci sono molti, e diventano sempre più sofisticati. Un grande classico è: «Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità» (Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945).
Negli ultimi decenni, la lobby dei combustibili fossili ha ripetuto cento, mille, un milione di volte la bugia che “il cambiamento climatico non esiste, è un’invenzione degli ambientalisti”.
Molti, moltissimi ci hanno creduto. Oggi, chiunque abbia occhi per vedere e cervello per comprendere non può negare che il cambiamento climatico è qui, feroce e devastante, esattamente come previsto da scienziati e ambientalisti. Peccato che abbiamo perso decine di anni durante i quali avremmo potuto fare moltissimo per evitarlo, invece abbiamo tirato dritto con lo scenario BAU – Business As Usual ovvero andare avanti come se niente fosse. Peggio ancora, continuiamo a farlo, anzi addirittura stiamo peggiorando la situazione.
Nel 2011, nel film “Le Idi di Marzo” il candidato alla presidenza interpretato da George Clooney sostiene più o meno che il modo migliore per non avere a che fare con tiranni e terroristi è imparare a fare a meno del loro petrolio.
Nel 2015 papa Francesco emana l’Enciclica Laudato Sì, sollecitando la cura del Creato, mentre le Nazioni firmano l’Accordo di Parigi per la riduzione delle emissioni climatiche.
Nel 2022 Emergency, l’organizzazione di soccorso umanitario fondata da Gino Strada, ha intitolato “La Scelta” il suo Festival annuale, sottolineando come si possano destinare miliardi alla cura invece che alla guerra.
Oggi, siamo ancora al punto di partenza. Non si è fatto nulla, o si è peggiorata la situazione.
La Russia ha invaso l’Ucraina, Israele sta sterminando i Palestinesi, in Sudan una guerra atroce imperversa da anni nel silenzio dei media, gli Usa hanno aggredito Venezuela e Iran, le spese militari crescono per queste guerre e per quelle future.
La temperatura sale, i ghiacciai scendono, la produttività agricola cala, la biodiversità collassa.
I data centre richiedono quantità enormi di acqua ed energia, gli eventi estremi si moltiplicano, il mondo sembra avviato verso una spirale catastrofica.
Cosa possiamo fare?
Possiamo scegliere. Consapevolmente, Responsabilmente, Riattivando il nostro pensiero critico.
In questo numero di Natura e Società, proviamo a fornirvi strumenti e bussola per farlo.

«È ovvio che la gente non vuole la guerra. Perché mai un povero contadino dovrebbe voler rischiare la pelle in guerra, quando il vantaggio maggiore che può trarne è quello di tornare a casa tutto intero? Certo, la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra e neanche in Germania. È scontato. Ma, dopo tutto, sono i capi che decidono la politica dei vari Stati e, sia che si tratti di democrazie, di dittature fasciste, di parlamenti o di dittature comuniste, è sempre facile trascinarsi dietro il popolo. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre assoggettato al volere dei potenti. È facile. Basta dirgli che sta per essere attaccato e accusare i pacifisti di essere privi di spirito patriottico e di voler esporre il proprio paese al pericolo. Funziona sempre, in qualsiasi paese». (Hermann Göring, il numero 2 del Partito Nazista dopo Hitler)

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