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Notizie da Pro Natura Cesena

L’associazione Pro Natura Cesena, sorta a Cesena nel 1997, attualmente raccoglie 185 soci volontari che rappresentano una compagine molto variegata, soci che hanno un’età compresa tra i 18 e i 70 anni, persone ritirate dal lavoro o che svolgono professioni molto diverse tra loro, unite dallo spirito comune di contribuire allo sviluppo culturale, sociale e ambientale della città.

Le attività svolte sono molto diversificate.

Attività di apertura, biglietteria, book office, vigilanza, responsabile tecnico e piano di emergenza, reperibilità e pronta disponibilità, controllo impianti e inventari di strutture a valenza culturale (musei, biblioteche, mostre temporanee).

Attività di tutela ambientale: promozione della raccolta differenziata di cartucce, nastri e toner riutilizzabili; manutenzione del Parco del Fiume Savio; vigilanza e manutenzione del Parco del Complesso di Villa Silvia, in convenzione con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Cesena; collaborazione nella gestione dello sportello Ambientale di Cesena, in convenzione con la Provincia di Forlì-Cesena; progetto "monitoraggio eternit": si è costituito un gruppo di lavoro sul problema della pericolosità dell’eternit e, utilizzando la Carta Tecnica Regionale, sono state raccolte 5.403 schede che saranno inserite in una cartografia digitalizzata allo scopo di costituire una mappa del rischio amianto.

Attività nei progetti culturali e interculturali, fra i quali i progetti didattici, con numerosi "pacchetti" tra cui "Il Fiume e la Città" e il "Concorso a premi Leonardo", destinati alle scuole di ogni ordine e grado che offrono stimolanti lezioni in aula e all’aria aperta, pacchetti didattici con giochi, videocassette e altri materiali.

Il Volontariato Europeo: il progetto "SVE, volontari per l’Europa" ha ormai compiuto quattro anni e ottenuto consensi presso tutti i paesi dell’Europa Comunitaria al punto che l’associazione ha attivato meccanismi autonomi per l’accoglienza e l’invio di volontari presso la nostra città e presso tutti i paesi della CEE o dei paesi terzi. In questi ultimi anni sono stati ospitati mediamente presso le strutture convenzionate circa 10 volontari provenienti da Spagna, Germania, Austria, Bulgaria, Svezia, Finlandia, etc.

Realizzazione di mostre e pubblicazioni.

Il progetto "Cesena Bike". Per raggiungere una parziale soluzione al problema del traffico urbano viene promosso l’utilizzo della bicicletta attraverso la creazione di zone di interscambio con le biciclette e gli utilizzatori di auto-treno-autobus.

Mobilità sostenibile e turismo in bicicletta. Pro Natura Cesena ha promosso la costituzione a Cesena della sede FIAB (Federazione Amici della Bicicletta) e insieme con questa organizzazione nazionale sta promuovendo iniziative che vogliono diffondere l’uso della bicicletta e un approccio più sostenibile alla mobilità e al turismo.

Pro Natura Reggio Emilia

Lo scorso 14 aprile è stato presentato da Pro Natura Reggio Emilia il quaderno dell’Ariolo, il fontanile riconosciuto come area ecologica di interesse europeo.

Da anni infatti la scuola di Gavassetto (frazione di Reggio Emilia) si impegna attivamente a favore di questa importante emergenza naturalistica, vera e propria Aula didattica all’aperto nella quale svolge studi e ricerche sulla flora, sulla fauna e sulla qualità dell’ambiente. Nel cortile della scuola è anche stato ricostruito un modello dell’Ariolo, con relativo corredo di piante ed animali, mentre acquari ed altre attrezzature didattiche permettono l’attuazione di impegnative ricerche, che hanno valso alla Scuola importanti premi e riconoscimenti nazionali. La pubblicazione, resa possibile grazie alla concessione di un contributo all’Assessorato Ambiente della Provincia di Reggio Emilia, riporta inedite risultanze di studio. Per la prima volta, grazie alla disponibilità di ENIA Spa, è stato possibile effettuare le analisi chimiche delle acque del fontanile, che hanno accertato la loro elevata qualità e l’importanza che potrebbero avere nel monitoraggio ambientale delle falde del settore sud-orientale della pianura reggiana.

Altro aspetto inedito riguarda il censimento delle principali specie animali e vegetali presenti nella zona del fontanile, realizzato a seguito di impegnative ricerche sul campo che hanno entusiasticamente coinvolto gli alunni, accompagnati dalle Guardie Ambientali della Pro Natura Reggio Emilia, guidate dal presidente Giuliano Cervi. La ricerca delle specie animali ha richiesto l’utilizzo di sofisticate strumentazioni, che tecnici esperti hanno attivato di fronte ai ragazzi.

Il fontanile dell’Ariolo è un luogo eccezionale dal punto di vista ecologico: è infatti l’unico fontanile rimasto nel comune di Reggio Emilia e, fatto ancora più importante, nel 2006 è stato ufficialmente riconosciuto come Area Ecologica di Interesse Europeo (SIC) ponendo finalmente dei precisi indirizzi sulla gestione del territorio circostante. Nonostante gli elementi di interesse che fanno dell’Ariolo un luogo di primaria importanza per l’educazione ed il monitoraggio ambientale, non mancano seri motivi di preoccupazione sul suo futuro: il "quaderno dell’Ariolo" vuole quindi porsi come un fondamentale punto di stimolo e presa di coscienza nei confronti di tutti, dalle pubbliche amministrazioni all’intera cittadinanza, affinché alla luce della dimostrata eccellenza del luogo non si indugi ulteriormente nell’avviare precise politiche di tutela ambientale di questo irrinunciabile bene collettivo.

Scatta la natura

L’associazione Naturalistica Argonauta di Fano, aderente alla Federazione Nazionale Pro Natura, e l’Università dei Saperi Giulio Grimaldi organizzano il concorso fotografico "Scatta la natura". L’obiettivo è quello di indurre atteggiamenti di curiosità, attenzione e rispetto della natura. Ogni autore dovrà fotografare ambienti naturali della Provincia di Pesaro e Urbino, compresi particolari geologici, flora, fauna, manufatti, ecc., purché inseriti nel contesto ambientale.

La partecipazione è gratuita. Il bando è rivolto a giovani di età inferiore a 35 anni. I partecipanti dovranno inviare un massimo di otto fotografie inedite a colori in tecnica digitale (formato .jpg, con risoluzione minima di 200 dpi).

Le fotografie dovranno pervenire entro il 30 giugno 2007 presso il Centro di Educazione Ambientale Casa Archilei, via Ugo Bassi 6, 61032 Fano (PU), tel. 0721.805211, tramite CD-ROM, e-mail (archilei@mobilia.it, argonautafano@yahoo.it) o penna USB (se spedite per posta farà fede il timbro postale).

Le foto selezionate saranno proiettate in un’apposita manifestazione (presumibilmente nel prossimo mese di ottobre), stampate a spese dell’Associazione Naturalistica Argonauta con dimensioni 20x30 o 30x40 cm ed esposte in una mostra da allestire a Fano nella rinnovata sede dell’Associazione Argonauta, in via Pandolfo Malatesta 2. E’ prevista la stampa di un catalogo e/o un calendario 2008.

A manifestazione conclusa le foto stampate saranno consegnate agli autori assieme ad un attestato di partecipazione.

 

I boschi ripariali del Metauro

L’Associazione Naturalistica Argonauta di Fano annuncia l’imminente pubblicazione di un libro sui boschi ripariali del Metauro a cura di L. Poggiani, L. Gubellini e V. Dionisi, realizzato con il contributo della Provincia di Pesaro e Urbino. Con questa pubblicazione l’Associazione Naturalistica Argonauta conclude il progetto di studio, iniziato nel 2003 in collaborazione con l’Amministrazione provinciale, su uno dei principali corsi d’acqua delle Marche che nel suo tratto inferiore dà vita ad ecosistemi di notevole rilevanza naturalistica.

I fiumi non devono essere visti solo sotto l’aspetto idraulico, cioè come canali che devono trasportare il più rapidamente possibile l’acqua dai monti al mare, ma anche come ecosistemi complessi e delicati. In particolare, il tratto inferiore del Metauro, presentandosi abbastanza integro e ricco di alberature, rappresenta una tra le pochissime zone della fascia costiera della provincia di Pesaro e Urbino ancora in condizioni seminaturali, ricca di verde e d’acqua, considerando anche i numerosi laghetti nati a seguito dell’escavazione della ghiaia. Le sue rive alberate costituiscono un vero corridoio ecologico (miracolosamente scampato al degrado e all’intensa urbanizzazione del fondovalle) che collega il mare all’Appennino ed ospita una flora e una fauna interessanti e diversificate. E’ anche grazie a questo "corridoio verde" che negli ultimi anni diverse specie di animali selvatici, un tempo presenti solo nell’Appennino, sono riuscite a scendere lungo la vallata fino a raggiungere la costa; è il caso dell’Istrice, dello Scoiattolo, del Capriolo, del Picchio rosso maggiore, del Picchio rosso minore, del Picchio verde e del Rampichino.

Per questi pregi ambientali, due tratti quasi contigui che costituiscono buona parte del corso inferiore del fiume, in occasione del censimento Bioitaly (promosso dal Ministero dell’Ambiente col supporto di Regioni, istituzioni scientifiche e associazioni ambientaliste), sono stati riconosciuti Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Siti d’Importanza Comunitaria (SIC); si tratta di due strumenti della rete "Natura 2000" creata secondo le direttive "Uccelli" e "Habitat" dell’Unione Europea per tutelare habitat naturali, fauna e flora selvatica d’interesse europeo.

Si spera che questa pubblicazione contribuisca ad aumentare la sensibilità nei confronti dei boschi ripariali, un patrimonio naturale che va salvaguardato per le generazioni future. Queste risorse ambientali, se ben tutelate, oltre a preservare flora e fauna, consentiranno di sviluppare l’educazione ambientale, il birdwatching e il turismo naturalistico, attività che sono già avviate nel Laboratorio di Ecologia all’aperto "Stagno Urbani", situato all’interno dell’Oasi faunistica omonima, ampia circa 110 ettari.

Isole di Natura

L’Associazione Culturale Burchvif di Borgolavezzano (NO), aderente alla nostra Federazione, e la Provincia di Novara organizzano domenica 11 febbraio 2007, alle ore 16,30 presso la sala polifunzionale in piazzale Magnani Ricotti, a Borgolavezzaro, la presentazione del libro "Isole di Natura" per conservare la diversità della vita, che presenta le oasi gestite dall’Associazione.

Associazione Ricerca e Conservazione Avifauna

L’ARCA (Associazione Ricerca Conservazione Avifauna), aderente alla nostra Federazione, nasce nel 2004 a Jesi ad opera di un piccolo gruppo di biologi e inanellatori impegnati nel monitoraggio dell’avifauna presente nelle zone umide artificiali del territorio. Lo scopo consiste nella tutela, gestione e conservazione dell’avifauna e degli ecosistemi naturali. L’Associazione conta ormai parecchi soci. Le attività svolte hanno portato all’impostazione di diversi progetti di studio:

Progetto Anatre

Lo studio presso l’ Impianto di fitodepurazione del Comune di Jesi ha fornito indicazioni sulla composizione dell’avifauna che lo frequenta e l’importanza, dal punto di vista conservazionistico, d’un impianto nato per altre esigenze ma gestito con accortezza;

Il Progetto di Inanellamento a Sforzo Costante (nella Riserva Regionale Orientata di Ripabianca di Jesi) cerca di controllare l’evoluzione delle popolazioni di Passeriformi in relazione ai cambiamenti degli habitat frequentati;

Su incarico dell’Associazione Argonauta si sta effettuando un monitoraggio degli uccelli svernanti nel Laboratorio di Ecologia all’Aperto Stagno Urbani di Fano (PS).

Alcune di queste attività sono inserite in progetti nazionali od europei, promossi e coordinati dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica.

L’ARCA ha promosso altre iniziative:

corsi di Birdwatching;

ha collaborato alla raccolta dati e alla stesura del primo Atlante degli Uccelli Nidificanti della Provincia di Ancona;

ha effettuato interventi di sensibilizzazione nelle scuole;

col Progetto Anatre sono stati effettuati controlli sanitari, a seguito dell’influenza aviaria, con la collaborazione del settore ambientale e venatorio;

ha stipulato una convenzione con l’Ente gestore della Riserva Naturale di Ripabianca per la conduzione, al suo interno, di una Stazione Ornitologica permanente;

in due anni di attività sono state realizzate pubblicazioni scientifiche presentate al Convegno Italiano di Ornitologia ed al Convegno Nazionale degli inanellatori, mentre sono in via di realizzazione contributi per il 17° International Conference of the European Bird Census Council ed il Prossimo Convegno Nazionale CISO che si terrà a Trieste nel prossimo mese di settembre.

Per i lavori si può visionare il sito: www.associazionearca.eu.

, con lo scopo di analizzare il modo con cui l’avifauna acquatica utilizza le poche zone umide della provincia di Ancona durante la migrazione primaverile;

Amici Palude Loja

L’Associazione "Amici Palude Loja" che aderisce alla nostra Federazione e cura l’Oasi Palude Loja in comune di Zeme Lomellina (Pavia) informa che giovedì 25 gennaio 2007, alle ore 11, si terrà alla cascina Zanaglia l’inaugurazione dell’area allagata, edizione 2007, denominata "Desco dell’airone affamato".

Si tratta di una iniziativa che viene attuata da alcuni anni allagando un tratto di risaia per consentire una miglior nutrizione degli aironi.

Attività di Pro Natura Cesena

Una bella pubblicazione relativa a un percorso di archeologia urbana finanziato totalmente da Pro Natura Cesena e inviato alla nostra biblioteca ci fornisce l’occasione per dare notizia delle attività dell’Associazione, che si occupa di:

- gestione dei musei e delle gallerie d’arte del Comune di Cesena;

- gestione del servizio comunale del noleggio gratuito di biciclette;

- gestione servizio di ritiro dei consumabili informatici per il loro utilizzo in collaborazione con la Cooperativa Sociale Humanitas, promossa dall’Associazione;

- attività didattiche nelle scuole cittadine;

- collaborazione allo sportello ambientale del Comune di Cesena e del parco del fiume Savio;

- compiti di agenzia del Volontariato giovanile.

Il volume "Archeologia di un percorso urbano a Cesena" costituisce anche il catalogo di una Mostra organizzata per ribadire le ragioni della tutela e della cultura, riproponendo le valenze e il significato del patrimonio storico-archeologico della città di Cesena.

La mostra e il volume sono una prima realizzazione del progetto che intende valorizzare un settore storico di Cesena, dalla Biblioteca Malatestiana al colle Garampo, culla dell’origine stessa dell’abitato e suo fulcro per secoli, fino alla ricostruzione urbanistica, che i Malatesta vollero e realizzarono lasciandone un’impronta indelebile. Il percorso è riproposto dalla Mostra, nata da un’idea comune al Gruppo Archeologico e Pro Natura, sotto il profilo archeologico, svelandone i depositi sepolti, illustrando i dati e i tesori venuti in luce di recente grazie all’intervento dei tecnici della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna e all’assiduo e paziente controllo dei cantieri edili ad opera dei Volontari del Gruppo Archeologico Cesenate. L’Amministrazione ha validamente collaborato a questi risultati, dotandosi per tempo di uno strumento di tutela indispensabile, rappresentato dalla Carta delle potenzialità archeologiche del centro storico che progressivamente sarà esteso anche al territorio centuriato.

La recente iniziativa promossa dal Comune di sostenere le ricerche e le esplorazioni archeologiche, affidate alla Soprintendenza e ad un’equipe di archeologi dell’Università di Venezia, nell’area compresa tra via Fattiboni e via Malatesta Novello, cioè nel cuore storico del colle Garampo, i cui primi risultati sono illustrati nella Mostra, rappresentata la volontà dell’Amministrazione e dell’Assessorato alla Cultura di proseguire verso la strada della valorizzazione del ricco patrimonio storico-archeologico cittadino.

Premio al Fondo Siciliano per la Natura

Sabato 2 settembre, nel suggestivo scenario di piazza San Pietro a Riposto, si è svolto il gran galà per l’assegnazione del Premio internazionale Riposto "Capitani coraggiosi", organizzato dall’omonima associazione culturale con il patrocinio della presidenza della Provincia regionale di Catania e che ogni anno, con l’impegno del presidente del Premio, On. Nino Amendolia, e del presidente dell’associazione, Giuseppe Troppa, vede la consegna del simbolico galeone d’argento a quanti, tra i personaggi del mondo civile e militare, si sono distinti nella propria professione per doti, coraggio e spirito di solidarietà.

Il programma della manifestazione, arricchito da momenti di musica, moda e spettacolo, ha visto nella mattina di sabato, il lancio della corona in onore delle vittime del mare da parte della motovedetta della Guardia costiera di Riposto.

Alle 20.30, in piazza San Pietro, la serata di premiazione, condotta da Ruggero Sardo con Francesca Cuffari e Rosella Bella. Durante la serata, sono stati consegnati il premio "Capitani coraggiosi" all’ammiraglio Armando Molaschi, comandante di Marisicilia della Marina militare; il premio "Imprenditoria" a Carmelo Papa della St. Microelectronics; il premio "Memorial Nino Caragliano" a Orazio Majorana, caduto a Nassyria; e il premio "Impegno ambientale" a Carmelo Nicoloso, del Fondo siciliano per la Natura.

Enzo e Rossana Maiorca, Folco Quilici, Carmine e Giuseppe Abbagnale, le navi scuola Amerigo Vespucci e Palinuro della Marina militare italiana, sono alcuni dei nomi prestigiosi iscritti all’albo d’oro dell’evento.

L’Oasi di San Gaudenzio, valori storici e ambientali

Il Gruppo Società e Ambiente di Senigallia ha realizzato un interessante volumetto, con illustrazioni a colori, curato da Virginio Villani e da Mauro Furlani, nostro consigliere nazionale, per evidenziare i valori storici e ambientali dell’Oasi di San Gaudenzio.

L’Oasi faunistica di San Gaudenzio, istituita nel 2005 dalla Provincia di Ancona, si estende su una ristretta area collinare occupata da una antica cava di marna cementifera. Con la cessazione dell’attività di estrazione il luogo ha subito un rapido processo di rinaturalizzazione, si sono formati due laghetti e si è ricreato un ambiente ricco di animali e vegetazione spontanea, divenendo l’habitat di specie faunistiche rare. L’area riveste anche un forte interesse paleontologico per la presenza di fossili risalenti a milioni di anni fa e conosciuti dagli studiosi a partire dagli inizi dell’Ottocento, soprattutto per merito del senigalliese Procaccini Ricci.

Questa interessante pubblicazione, arricchita da fotografie, documenti storici e cartine, rappresenta una sintesi degli argomenti esposti e dibattuti nel corso del Convegno sull’Oasi di San Gaudenzio tenutosi nel mese di novembre 2005, che ha visto la partecipazione di interlocutori qualificati, come la Provincia di Ancona, l’Istituto di Geologia dell’Università degli Studi di Urbino, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli studi di Firenze, l’ISMAR-CNR di Bologna, l’Associazione Culturale Tethys di Firenze e Pro Natura Marche.

La pubblicazione si pone l’obiettivo di trasmettere ad un pubblico più vasto un’immagine nuova e inedita di un luogo ritenuto marginale e abbandonato.

Dalla prefazione, scritta da Mauro Furlani, consigliere della Federazione nazionale Pro Natura, riportiamo uno stralcio.

"Quando, ormai diversi anni fa, proponemmo all’Amministrazione Provinciale la tutela dell’area di San Gaudenzio, speravamo certo che la nostra proposta andasse a buon fine, anche se non ne eravamo del tutto convinti. In fondo si trattava di una piccola area, pochissimo conosciuta, se non da qualche senigalliese legato ad essa da motivi personali, magari per averci direttamente lavorato in passato. L’aggregazione attorno all’idea iniziale di moltissime associazioni, il conforto e il sostegno di molte persone e le prime discussioni in sede all’Amministrazione Provinciale e soprattutto i primi atti ufficiali ci convinsero che la timida idea da cui eravamo partiti in realtà aveva avuto un seguito e si stava concretizzando.

Ciò che a noi, come Pro Natura Marche, nelle nostre tre associate locali, Gruppo Società e Ambiente, A.R.C.A. e Amici della Foce del Cesano, ci aveva spinto a richiedere l’istituzione di un’oasi faunistica fu soprattutto l’aspetto faunistico e paesaggistico.

Mentre iniziava ad arricchirsi il quadro di conoscenze faunistiche, anche grazie all’apporto di giovani naturalisti, un’indagine parallela condotta dal Prof. E. Biondi e dai suoi collaboratori permetteva di aggiungere nuovi dati sotto l’aspetto botanico e vegetazionale".

Una proposta andata a buon fine, dunque, nello spirito dell’insostituibile insegnamento del mai dimenticato prof. Valerio Giacomini, presidente della Federazione in anni pionieristici in cui andava formandosi la cultura naturalistica: il filo conduttore che ancora oggi lega la gestione delle diverse oasi della Federazione è quello di rendere disponibile al pubblico importanti aree naturali, di stimolare ulteriori conoscenze scientifiche, evitando tuttavia di assecondare l’invadente marketing naturalistico.